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Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
(ANSA) - NEW DELHI, 29 APR 2006 -
In pieno boom il business delle cavie umane in
India: si stima che nell'arco di 4-5 anni tocchera' un giro di affari di 1,5 mld di dlr. E
si calcola che nel 2010 saranno 2 mln gli
indiani, spesso giovani disoccupati allettati
dai guadagni, coinvolti in test farmaceutici.
Fino a qualche anno fa, le case farmaceutiche
non erano costrette a fare test clinici poiche'
si limitavano a riprodurre farmaci importati
dall'estero.
Ma poi l'India ha dichiarato illegale la
clonazione dei farmaci, per non parlare degli
espianti di
organi.....
Le
case farmaceutiche occidentali
fanno miliardi con alcune medicine prodotte
inizialmente dai paesi in via di sviluppo.
Ma i rimedi alle erbe, come la zucca amara o il
Turmeric, conosciuti per la loro efficacia nella
cura di tutto, non portano alcun guadagno a quei
paesi i cui saggi per primi ne avevano
individuato le virtù. Il governo indiano ha
calcolato che ogni anno nel mondo vengono emessi
circa 2 mila brevetti legati alla medicina
tradizionale indiana.
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Dopo 60 anni di commercializzazione la casa
farmaceutica Novartis
ha deciso di non vendere più un farmaco chiamato
Butazolidine. Questa decisione ha preoccupato
molti reumatologi che usavano questo farmaco per
il trattamento di una malattia reumatica
chiamata spondilite anchilosante.
La spondilite inizia di solito tra i 20 e i 30
anni, colpisce maggiormente gli uomini. In molti
casi, questa malattia è responsabile di una
disabilità che comporta riduzioni delle attività
sociali, professionali e domestiche.
Il direttore delle pubbliche relazioni di
Novartis, Patrick Bonduelle ha detto che la
sospensione di questa molecola è una decisione
di Novartis, in
considerazione dei rischi di questo prodotto.
Sapevano anche sin dal 1948 che la streptomicina
è ototossica, e genera gravi danni ai reni, al
nervo acustico + vedi
(A) , ma
hanno insabbiato la cosa fino ai primi anni '60.
Dal 1948 l'hanno somministrata a decine di
migliaia di persone, generando danni
a non finire...
(A) EFFETTI:
Il prodotto contiene metabisolfito di sodio:
tale sostanza puo' provocare, in soggetti
sensibili specie negli asmatici, reazioni di
tipo allergico ed attacchi asmatici
gravi.
Gli
aminoglicosidi contenuti possono danneggiare
il feto se vengono somministrati a donne in
stato di gravidanza.
Neurotossici. Sono stati rilevati effetti
indesiderati a carico del nervo acustico e
vestibolare, particolarmente nei pazienti
trattati per lungo tempo e con alte dosi, od in
coloro ai quali erano state somministrate in
precedenza sostanze ototossiche, o si trovavano
in stato di disidratazione. La sintomatologia e'
caratterizzata da vertigini, tinnito, acufeni
(sensazioni acustiche non dovute a stimoli
esterni), perdita dell'udito. Come per altri
aminoglicosidi la perdita dell`udito e'
generalmente irreversibile e si manifesta
inizialmente con una diminuzione della
percezione uditiva per i toni alti.
Nefrotossici. Alterazioni della
funzionalita' renale con un aumen-to della
azotemia totale ed ureica, della creatinina
sierica; oliguria, cilindruria, aumento della
proteinuria, si sono manifestate specialmente
nei pazienti nefropatici trattati con dosi piu'
eleva-te e per periodi di tempo piu' lunghi di
quelli raccomandati.
Tuttavia, gli effetti collaterali a carico del
rene si possono verificare anche in pazienti
con normale funzionalita' renale all'inizio
della terapia. In alcune sperimentazioni
cliniche e nell'animale di laboratorio, il cui
obiettivo era di confrontare il potenziale
nefrotossico della Nebicina con quello della
gentamicina, la Nebicinaha causato
nefrotossicita' con una frequenza
significativamente inferiore alla gentamicina.
In altri studi clinici, l'incidenza della
nefrotossicita' tra i due farmaci non ha
mostrato alcuna differenza significativa. Blocco
neuromuscolare e paralisi respiratoria.
A scopo puramente precauzionale si deve tener
presente che somministrando Nebicina a pazienti
anestetizzati puo' verificarsi apnea secondaria
o prolungata.
Altri. Altre reazioni avverse,
probabilmente attribuibili alla Nebicina,
comprendono: anemia, granulocitopenia,
trombocitopenia, febbre, eruzione cutanea,
prurito, orticaria, nausea, vomito, diarrea,
cefalea, letargia (sonnolenza), confusione
mentale e disorientamento, dolore in sede di
iniezione.
Anomalie che possono essere riferitealla
Nebicina comprendono: aumento delle transaminasi
sieriche (SGOT, SGPT) e della deidrogenasi
lattica, una diminuzione del calcio, del
magnesio, del sodio e potassio sierici,
leucopenia, leucocitosi ed eosinofilia.
......e la lista dei
farmaci TOSSICI
e' lunga per altri ventimila farmaci...
Commento NdR: La domanda è: nel primo
caso hanno
impiegato 60 anni per scoprire i rischi
di questo farmaco,- nel secondo caso 15 anni
prima di impedirne l'utilizzo in certe
patologie....ma in che mani siamo ?,
evidentemente in quelle di criminali patentati,
che pur di fare soldi della salute della gente
non frega nulla !!
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TORINO
- Italy, Mag. 2008 - Disastro colposo per la
messa in commercio di decine di medicinali non
perfetti:
è questo il secondo filone dell'inchiesta della
procura di Torino sull'attività dell'Aifa
(Agenzia italiana per il farmaco) che nei giorni
scorsi ha portato a otto ordini di custodia
cautelare per corruzione.
Per ora, tuttavia, gli accertamenti (NdR: quali
"accertamenti"?) del ministero della salute non
hanno evidenziato "pericoli per la salute dei
cittadini". Tra le figure al vaglio dei
magistrati spicca il direttore generale
dell'Agenzia, Nello Martini, il cui nome compare
nel registro degli indagati.
I prodotti - alcuni in circolazione, altri
ancora in attesa di essere autorizzati - nel
mirino dei PM Raffaele Guariniello, Sara Panelli
e Gianfranco Colace sarebbero almeno una
trentina:
psicofarmaci,
antibiotici,
diuretici, antipertensivi, antiasmatici a base
di principi attivi che, scaduti i canonici
dieci anni del brevetto,
dovevano essere nuovamente
sperimentati con tutti i crismi, ma
che sono stati
riproposti con modalità poco convincenti.
Una serie di test, svolti di concerto con una
speciale commissione istituita dal
sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio,
sono stati disposti per capire se ci sono rischi
per i consumatori e se, in questo caso, bisogna
procedere ai sequestri.
(NdR: ma non dovevano essere effettuati prima ?)
La commissione "fino a oggi e allo stato delle
informazioni ricevute dalla procura di Torino,
non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate,
pericoli per la salute dei cittadini", ha detto
in serata lo stesso Fazio. A Roma, intanto,
alcuni funzionari dell'Aifa sono stati
interrogati in qualità di testimoni.
Il procedimento è nato nel 2006 dopo la
scoperta della falsità di uno studio,
risalente a cinque anni prima, di bioequivalenza
su tre generici: un singolo episodio per il
quale, a Torino, sono finiti sotto accusa il
professor Mario Eandi, direttore della cattedra
di farmacologia dell'Università subalpina, il
ricercatore Carlo Della Pepa (attuale sindaco di
Ivrea) e Giuseppe Irianni, committente dello
studio per conto di una casa farmaceutica.
Ma quello che sembrava un circoscritto caso di
malcostume ha portato alla luce, dopo una serie
di indagini dei carabinieri del Nas, prima
numerose vicende di corruzione di tecnici dell'Aifa
da parte dei
lobbisti delle industrie
e poi i problemi legati all'iter per
l'autorizzazione dei medicinali e, in
particolare, dei generici.
Si parla di società che fanno svolgere le
analisi preparatorie all'estero (in Ucraina)
con modalità poco
sicure, di pratiche
sbrigate dall'Aifa
troppo celermente, di dossier
piuttosto compiacenti.
La notizia dell'indagine - e della grave ipotesi
di reato - ha destato più di una preoccupazione.
Il farmacologo Silvio Garattini ha invitato gli
inquirenti a divulgare
i nomi dei prodotti, precisando
comunque che "la definizione "farmaco non
perfetto" in realtà
non vuol dire molto, "perché
"l'imperfezione potrebbe indicare una semplice
anomalia nella confezione così come un aspetto
ben più grave, quale un dosaggio irregolare nel
principio attivo".
Giacomo Milillo, segretario nazionale dei medici
di famiglia (Fimmg), ha annunciato che chiederà
al ministero del Welfare "chiare indicazioni" su
come i dottori devono comportarsi al momento di
prescrivere le medicine. Intanto è tornata in
libertà la milanese Piera Campanella, una delle
consulenti delle case farmaceutiche finita
agli arresti domiciliari per corruzione, che
questa mattina è stata interrogata senza
respingere in toto le accuse.
Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_76193036.html
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FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini (da Panorama di Apr. 2008)
SOLO il 2 % degli
studi clinici per testare i farmaci a scopo
pediatrico, si basa su Comitati di Controllo
Indipendenti (non legati ad
industrie farmaceutiche), per valutare
l’eventuale presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi,
effettuata dall’Universita’ di Nottingham (UK)
ed apparsa sulla rivista Acta Pediatrica
di 739 trial internazionali effettuati fra il
1996 ed il 2002, ed alcuni test comprendevano
anche adulti assieme ai bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva
il modo in cui era stato condotto il
monitoraggio sulla sicurezza, solo 13 su 739
avevano comitati composti da membri NON
arruolati dalle
aziende farmaceutiche !
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui
l’ipertensione, emorragie, insufficienza renale,
psicosi, ecc.) sono state segnalate in circa 37
% dei trial; nell’11 % le reazioni erano da
moderate a serie, e 6 studi clinici sono stati
interrotti precocemente a causa della
grave tossicita’
del
farmaco; non a caso erano anche quelli con
comitati di controllo indipendenti !
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Se
il farmaco è un veleno
Aumentano gli
effetti collaterali dei farmaci.
Molte informazioni
sulla sicurezza dei medicinali sono coperte da
segreto industriale......
Nel corso del 2007
si sono registrati già quasi 7 mila effetti
collaterali di farmaci, un aumento di oltre il
50 per cento rispetto all'anno prima. Ma
paradossalmente questa è una buona notizia:
prima semplicemente molte reazioni avverse non
venivano riportate, mentre ora finalmente la
Rete nazionale di farmacovigilanza si è messa in
moto, anche se siamo ancora lontani dagli
standard di paesi come la Gran Bretagna e la
Francia, dove si raccolgono 20 mila segnalazioni
ogni anno.
È comunque solo la punta dell'iceberg, perché
ancora oggi la metà dei medici e il 90 per cento
degli infermieri europei non conoscono la scheda
per riportare i casi di sospetta reazione a
farmaci, per non parlare dei cittadini, che non
sospettano neppure di poterlo fare. Perciò gli
esperti sono concordi nello stimare che il
problema reale dei danni da farmaci è almeno
dieci volte più grande di quello che si rileva.
Negli Usa, invece, una ricerca coordinata dai
Centers for Diseases Control di Atlanta ha
stimato che oltre 700 mila cittadini finiscono
ogni anno in pronto soccorso per eventi avversi
da farmaci e di questi oltre 100 mila richiedono
un ricovero. E un altro rapporto, che riassume
le segnalazioni pervenute alla Food and Drug
Administration negli ultimi sette anni, mostra
che le reazioni gravi sono quasi triplicate, da
35 mila a 90 mila; i casi mortali sono uno su
sei, passando da quasi 6 mila a 15 mila.
I medicinali sono sempre più oggetti di alta
tecnologia che per esprimere in pieno i propri
benefici, riducendo al minimo i rischi,
richiedono di essere usati con accortezza,
competenza e responsabilità. I produttori
sostengono di essere i più adatti per fornire ai
consumatori le informazioni chiave e spingono
sul Parlamento europeo per consentire anche in
Europa forme di pubblicità diretta al pubblico
sui farmaci da prescrizione. Ma l'esperienza
americana, dove gli spot sono legali dal 1997,
dimostra che il rischio di abuso è alto.
Piuttosto, come hanno scritto sul 'British
Medical Journal' il farmacologo Nicola Magrini e
la farmacista Maria Font, sarebbe il caso che le
istituzioni comunitarie si accordassero con le
aziende per ottenere tutte le informazioni sulla
efficacia e sicurezza dei farmaci in commercio,
ora in gran parte coperte da segreto
industriale. Con quei dati la buona informazione
necessaria potrebbe essere fatta dalle autorità
sanitarie, senza interessi commerciali di mezzo.
By Roberto Satolli -
satolli@zadig.it
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DANNI da FARMACI, 4 DENUNCE al GIORNO
- Italy, LOMBARDIA
Ogni giorno in
Lombardia si verificano 4 segnalazioni per
effetti indesiderati legati all'uso di farmaci.
Nel 2006 si sono registrate 1.343 denunce, +15%
rispetto al 2001. Questi sono i dati del
monitoraggio contenuto nel dossier del Centro
regionale di farmacovigilanza, pubblicato su
www.sanita.reqione.lombardia.it e
www.gruppogif.org.
Il resoconto si basa sulle segnalazioni
spontanee pervenute nell'ultimo anno
all'osservatorio di farmacovigilanza da medici,
pediatri, farmacisti e cittadini.
Fonte: Corriere della Sera Milano, 21 maggio
2007;
http://www.aboutpharma.it
100 MILA MORTI
all'ANNO = MALASANITA" USA
Washington, 4 mag -
Negli Usa ogni anno muoiono 98mila persone per
malasanità. Clamoroso fu il caso di Chuck
Nathanson: nessuno si accorse del tumore. Il
numero dei morti per errori dei medici o per
infezioni contratte negli ospedali emerge da una
recente ricerca. La pediatra Laura Nathanson ha
vissuto in prima persona la tragedia degli
errori medici: il marito ChucX aveva un tumore
nella zona polmonare, ben visibile nelle lastre
fatte dall'uomo.
Ma ben 8 medici hanno
esaminato le lastre senza notarlo.
Fonte: ANSA, 5 MAG 2007
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Il
Vioxx sotto accusa negli Usa per casi di meningite -
(By
Salute Italia)
ATLANTA
- Un altro farmaco sotto accusa negli Stati Uniti. Si tratta del Vioxx, un
anti-infiammatorio e anti-dolorifico dell'ultima generazione, che ha come
principio attivo il rofecoxib. Prodotto dalla Merck Sharp & Dome, il
farmaco è venduto anche in Italia. Oltre che in esso, il rofecoxib
è alla base anche di un secondo medicinale, l'Arofexx (Neopharmed).
L'allarme
viene dalla stessa Food and Drug Administration,
l'ente americano di controllo sui farmaci, e sarebbe motivato da un
effetto collaterale molto raro ma abbastanza grave: la meningite asettica,
cioè non derivante da batteri. Approvato nel 1999, in Italia dal 2000, il
rofecoxib è stato oggetto delle consuete procedure di farmacovigilanza: i
primi segnali del problema sono venuti nel febbraio 2001 quando la FDA ha
ricevuto sette rapporti in cui si collegava l'uso del Vioxx con la
meningite. In due casi i ricercatori non hanno avuto prove sufficienti
della relazione denunciata; negli altri cinque la meningite si è
sviluppata da uno a 12 giorni dopo l'assunzione del farmaco, con una serie
di sintomi (dalla febbre al mal di testa, dalla rigidità del collo alla
confusione).
I
sintomi sono scomparsi non appena è cessata l'assunzione del farmaco. In
due casi la terapia è stata ripresa, e i sintomi sono puntualmente
ricomparsi. Secondo gli esperti lo sviluppo della meningite asettica può
dipendere da una particolare ipersensibilità di alcuni pazienti nei
confronti del rofecoxib. Il rapporto della FDA è stato pubblicato ieri su
Archives of Internal Medicine.
Un
portavoce della Merck, Christine Fanelle, ha dichiarato che il verificarsi
di un effetto collaterale come quello indicato non prova necessariamente
che sia il farmaco ad aver provocato direttamente il disturbo, e comunque
che "questa rara possibilità di reazione avversa è indicata da due
anni nelle note informative sul farmaco".
Il
rofecoxib fa parte di una nuova classe di cosiddetti inibitori della
ciclossigenasi, o COX-2 inibitori, con notevoli effetti analgesici,
antinfiammatori e antipiretici. Il loro grande vantaggio, rispetto agli
anti infiammatori tradizionali, come l'ibuprofene o l'acido
acetilsalicilico, è quello di provocare molto meno danni a livello
gastrico. E sono usati soprattutto contro i dolori provocati dall'artrosi
e dalle mestruazioni, e comunque in caso di dolore acuto in generale.
Commento NdR: I
Danni dei Vaccini producono anche
la meningite !
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La
Eli
Lilly (multinazionale USA nel settore farmaci) aveva pubblicato degli
studi “scientifici” che la favorivano per la vendita dei farmaci
antidepressivi, anche quelli per i bambini dai 7 anni in su….per
“guarirli” dalla ADHD (malattia provocata dalle vaccinazioni che anche
i piccoli subiscono);
Studi scientifici indipendenti e recenti, (pubblicati su Science)
effettuati con esperimenti sui topi hanno dimostrato il contrario, cioe’
che quei farmaci sono assolutamente dannosi per la salute umana in quanto
aumentano i comportamenti legati ad ansieta’, depressione e
comportamenti suicidi; i casi di suicidio sono infatti notevolmente
aumentati nei bambini dopo l’utilizzo di quei “farmaci” !
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Un processo nel Wyoming
(USA) obbliga Big Pharma a rivelare studi clinici nascosti.
Molto compromettenti
Il bubbone è scoppiato
in seguito a una causa intentata da privati cittadini contro l'industria
farmaceutica GlaxoSmithKline (uno dei piu’ grandi produttori di Farmaci
e Vaccini).
I parenti di Donald Schell erano convinti che il loro congiunto, un
sessantenne di Gillette, in Wyoming, da qualche tempo afflitto da una
forma leggera di depressione, si fosse trasformato nello spietato
assassino della moglie, della figlia, della nipote e poi si fosse
suicidato a causa della terapia con l'inibitore della ricaptazione di
serotonina (Ssri) Paxil, iniziata solo 48 ore prima della strage. Per
questo si sono rivolti a un tribunale.
E la giuria ha dato loro ragione, stabilendo un risarcimento record di 6,4
milioni di dollari.
A questo pronunciamento è arrivata dopo che il comitato di esperti,
capitanato da David Healy, psichiatra del North Wales Department of
Psychological Medicine, ha mostrato ciò che nessuna azienda che produce
farmaci ha interesse a divulgare: i dati tenuti nei cassetti.
Gsk è stata costretta dalla corte a tirare fuori una serie di piccoli
studi che, nel complesso, avevano coinvolto 650 persone, e indicavano che
il farmaco causava agitazione in un malato su quattro e che si era
verificato almeno un caso di suicidio, anche se non era possibile
stabilire con certezza se esso fosse imputabile o meno al farmaco. In
seguito a questa vicenda l'azienda è stata citata in giudizio dal
procuratore del tribunale di New York, Eliot Spitzer, per aver occultato
dati riguardanti i bambini e gli adolescenti, che dimostrerebbero
l'inefficacia e la pericolosità della molecola in questa fascia d'età.
Gsk nega ogni addebito, e la causa è tuttora in corso.
Come ogni bubbone, tuttavia, anche questo è scoppiato dopo che aveva
continuato a crescere per mesi, e tuttora infetta con i suoi miasmi un
settore miliardario, ma che ha anche assicurato un'esistenza accettabile a
molte persone che devono fare i conti con il male oscuro.
Già da qualche anno, infatti, l'immagine scintillante che ha
caratterizzato l'entrata in commercio delle pillole della felicità -
efficacia assicurata, effetti collaterali zero - ha iniziato a
scricchiolare sotto i colpi delle prime segnalazioni di casi di
agitazione, aggressività e suicidio.
Fino agli ultimi mesi, tuttavia, gli allarmi non hanno preoccupato più di
tanto i medici e i loro pazienti: le aziende hanno avuto buon gioco
nell'affermare che non c'era da stupirsi se un depresso diventava
aggressivo, agitato o si suicidava, che era la sua malattia a portarlo a
tanto, e non certo la cura; in questo confortate dalle reazioni a dir poco
tiepide degli enti regolatori.
Poi è arrivato Donald Schell, e tutto è cambiato. Lo stesso Healy ha
ripreso in mano una serie di trial riguardanti più di 17 mila pazienti e
ha concluso che il tasso di suicidi tra chi assume un Ssri è circa doppio
rispetto a quello di chi assume un placebo.
L'ente britannico che si esprime sulla qualità delle indicazioni in base
ai dati clinici internazionali, il National Institute for Clinical
Excellence (Nice) ha deciso di rivedere le linee guida sulla base
dell'analisi critica di più di mille studi clinici: la versione
definitiva è attesa per ottobre ma, se ricalcherà quanto già emerso,
suonerà come un de profundis per l'epoca delle prescrizioni facili, perché
dirà senza mezzi termini che contro le forme lievi di depressione gli
Ssri non andrebbero prescritti: non fanno nulla di più di un placebo.
By A.C.
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Interferone od Interferon (IFN),
glicoproteina solubile di origine naturale,
appartenente alla famiglia delle citochine.
Viene prodotta da vari tipi di cellule nel corso
di infezioni, come risposta fisiologica
dell'organismo.
In relazione alle
particolari condizioni in cui si trovano ad
agire, queste molecole si trovano ad amplificare
o sopprimere la risposta immunologica: possono
regolare la produzione di
anticorpi
, la funzione di
linfociti T
, possono indurre
modificazioni della superficie delle cellule
ecc. Esistono in natura tipi diversi di
interferone: (1) IFN-alfa, prodotto dai
leucociti e dai linfoblasti; (2) IFN-beta,
prodotto dai fibroblasti; (3) IFN-gamma,
prodotto dai linfociti T
Come lo hanno
scoperto gli scienziati che hanno visto che,
l'interferone alfa, quando viene prodotto in
quantità troppo elevate, riduce il numero e la
funzione delle piastrine. Questo causa
pericolose emorragie e inibisce la risposta
immunitaria delle cellule (linfociti specifici),
che dipende dal buon funzionamento delle
piastrine.
L’interferone alfa tradizionale ha una vita
assai breve per cui il giorno dopo la sua
somministrazione è scomparso dall’organismo, ma
nel frattempo le lesioni prodotte alle cellule
sono gia’ state fatte e rese irreversibili, con
tutte le conseguenze del caso.
I principali effetti
collaterali riportati in corso di terapia con
interferone comprendono: sindromi
similinfluenzali con febbricola persistente,
nausea, vomito, cefalea; sono stati segnalati
anche: diarrea, alopecia, confusione mentale,
delirio, depressioni, nefrectomia,
allucinazioni, reazioni autoimmuni (tiroiditi,
porpore, arteriti), sovrinfezioni batteriche,
dolore in sede di inoculazione, aumento
aspecifico del TSH, cardiotossicità, leucopenia
e trombocitopenia reversibili (a dosaggi
elevati) e molti altri secondari…cio’
rende l’interferone uno dei farmaci fra i piu’
invalidanti, anche se in alcuni casi vi sono
stati dei miglioramenti nei soggetti trattati.
Molto meglio sarebbe aiutare l’organismo a
rimediare da solo con le
tecniche
e terapie della
Medicina
Naturale in modo da non aver bisogno di
usarlo.
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Commento (NdR):
A quando la “riflessione” anche sugli oltre 1000 studi che certificano
i
Danni dei Vaccini ???
ed il
sacrifizio umano
continua......................
=
14 Bambini UCCISI
dal TamiFlu
Certamente, anche ai
nostri giorni, sono in molti a puntare il dito
contro i molteplici effetti indesiderati dei
farmaci considerati tradizionali, che vanno da
semplici reazioni allergiche, a gravi malattie,
fino alla morte.
Molti medicinali, ad esempio quelli contro i
parassiti, l'AZT per l'AIDS
o i
chemioterapici,
sono veri e propri veleni
che, si spera, uccideranno prima il male
dell'intero paziente: ma non sempre va tutto per
il meglio......
Cosa che i preparati
omeopatici
non fanno. Vero: se risulterà che sono solo
acqua fresca, molti pazienti saranno morti per
omissione di cure; intanto, però, non si sarà di
certo aggravato il quadro grazie a cure inadatte
o tragicamente errate. E circa l'efficacia dei
farmaci, è tutta da dimostrare: il 40% dei
farmaci convenzionali oggi sul mercato ha
superato il test del doppio cieco con enormi
difficoltà, ed è quasi certamente del tutto
inefficace.
Dei
Vaccini, meglio non parlare....: si va
dagli effetti letali alla totale inefficacia,
con effetti duraturi solo sui profitti delle
grandi case
farmaceutiche. La verità è che, di sicuro, è
molto spesso il corpo a guarire da solo.
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