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Ecco cosa afferma il
dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea
una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i
fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi
accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e
mira a mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee, altre
soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le
loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti"
venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso
effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito
scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente,
mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
EMEA ha legami con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 -
"Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia
europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione
comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un
distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la
forza delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di
volontariato e promozione sociale. "Continuano a
trattare i bambini come fossero, dal punto di vista
metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo
somministrare ai
bambini farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che
richiede prudenza nella somministrazione anche negli
adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale
attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca
avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle
scuole causate da ragazzi in cura
antidepressiva
- ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE
Chi
redige linee guida ha legami con l'industria del farmaco
- 02.11.2005
Il British Medical Journal pubblica un interessante
articolo sul numero del 29 ottobre 2005 dal titolo
"I medici che redigono Linee Guida hanno legami con
l'industria del farmaco".
Potete leggerlo cliccando qui:
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/331/7523/982-a
In
sintesi: vi si descrive un'indagine fatta dai
giornalisti di Nature (pubblicata il 20 ottobre su
questa rivista) riguardo a 215 Linee Guida sui farmaci
registrate nel 2004 presso la US National Guideline
Clearinghaouse. Un terzo degli autori (il 33%) che hanno
redatto le LG
dichiarano legami con l'industria.
Ma ciò che è più interessante è che il Direttore del
Centro per la Scienza di pubblico interesse con sede a
Washington - che per primo aveva iniziato la ricerca -
riferisce a BMJ che molti medici non rivelano le loro
connessioni con l'industria anche quando queste vengono
richieste. Mancano infatti regole standard al riguardo e
non esistono punizioni per non aver fornito le
informazioni.
Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha
pubblicato un'inchiesta sui legami quasi mai
dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che
affermano di agire nell'interesse dei pazienti di
altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni
dalle industrie farmaceutiche.
In aumento
le denunce contro i medici per responsabilità
professionali
Corte dei Conti: ampia corruzione nella sanità - Roma, Martedì, 5 Febbraio 2008
"Profili di patologie emergono nel settore dei lavori
pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella
materia sanitaria, fornendo un quadro di
corruzione ampiamente diffuso". Lo ha sottolineato
Furio Pasqualucci, procuratore generale della Corte dei
Conti, nella Relazione all'apertura dell'anno
giudiziario della magistratura contabile.
Il procuratore generale ha aggiunto che "in particolare
l'accertamento del pagamento di tangenti è correlato ad
artifici ed irregolarità connesse a fattispecie della
più diversa natura quali la dolosa alterazione di
procedure contrattuali, i trattamenti preferenziali nel
settore degli appalti d'opera, la collusione con le
ditte fornitrici, la illecita aggiudicazione, la
irregolare esecuzione o l'intenzionale alterazione della
regolare esecuzione degli appalti di opere, forniture e
servizi".
Comportamenti illeciti di cui è conseguenza "il
pagamento di prezzi di gran lunga superiori a quelli di
mercato o addirittura il pagamento di corrispettivi per
prestazioni mai rese".
Fonte: AGI.
L'industria
farmaceutica è grande e potente come l'industria delle
armi. Con la differenza che la guerra finisce.
La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in
vita" (By Hans Ruesch) ....magari
con i
Vaccini
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La
CASTA dei Medici
della medicina ufficiale imperante
- Essa
stessa definisce la propria pratica medica essere
un’Arte medica !
I recenti
articoli passati dai mass media di
tutto il mondo
per affossare, con falsita’ l’Omeopatia,
strumentalizzati dalla Casta medica allopatica oggi
imperante, vanno la pena di essere analizzati fino in
fondo.
A parte le considerazioni
sulle false accuse fatte, distorcendo i dati degli studi
medico scientifici di riferimento, vorrei porre
all’attenzione queste altre e piu’ sottili
considerazioni:
Facciamo “FINTA” che tutto cio’
che e’ stato propagandato su TV, Radio, Giornali,
riviste dette scientifiche, sia VERO, a questo
punto si DEVE osservare quanto segue:
E’ stato affermato che l’Omeopatia
e’ un effetto "Placebo"
che funziona per davvero.
1 - Se cio’ e’
vero, l’effetto
Placebo
NON puo’ essere considerato una disciplina medica, in
quanto le proprieta’ dello
Spirito =pensiero
che e' la proprieta’=possibilita' creatrice intrinseca nella natura
Spirituale=psichica del
Vivente.
2 - Se cio’ e’
Vero, e VERO lo E’, come mai i medici che giurano
al ricevimento della loro laurea, di osservare il comando
Ippocratico “Primis
NON nocere”, non la utilizzano
PRIMA di
propinare i farmaci di
sintesi che SEMPRE
hanno controindicazioni ??
3 - La successiva
considerazione che ne nasce e’ che essi, i medici della
Casta, NON sanno come applicarla, oppure
non VOGLIONO applicare una
possibilita’ terapeutica che NON costa nulla e che non
e’ strumentalizzabile…., quindi se non la
utilizzano, significa semplicemente che sono
IGNORANTI e/o in MALAFEDE !!!
4 - Inoltre la
Casta dei medici
allopati in
Italia, ha fatto di tutto per far
varare dal legislatore Leggi che avocano a se stessa la
possibilita’ di utilizzare l’Omeopatia
(ed altre tecniche, per sottrarle alla concorrenza..)
che essa stessa definisce essere un “Placebo”….?!?!?
…..e cercando, con queste Leggi ad hoc….assurde ed
antiCostituzionali – vedi art. 33 delle
Costituzione,
L'arte e la scienza sono libere e libero
ne è l'insegnamento….come
nel medio evo, ripristinando una moderna “inquisizione”,
......di condannare al “rogo”…alla prigione ed
all’impossibilita’ di lavorare…. chi la fa applicare su
gli altri…..malgrado gli art. 1-2-3 della Costituzione
Italiana siano chiari !
vedi anche le recenti condanne degli
heilpraktiker
italiani (non medici)….
Ricordo che la stessa Casta definisce la propria
“pratica medica” essere “un’Arte
medica” …..ma la vuole SOLO per se stessa, malgrado
l’articolo Costituzionale affermi a chiare lettere che
….l’arte e la scienza SONO
LIBERE e LIBERO ne e’ l’insegnamento !!
5 -
Mentre la
Legge dovrebbe impedire che se un medico e/o un
operatore che lavora in campo sanitario, con QUALSIASI
tipo di medicina anche allopatica, che non sia
certificato dai risultati effettivi ovvero dalla
guarigione o dalla miglioria dello stato di salute del
paziente, possa operare in tale branca della sanita’, in
quanto il danno alla salute che questi “soggetti”
producono, in questi casi e’ assicurato e documentato
dalla mancanza di salute riconquistata dal paziente
a loro sottoposto !
Nota bene: In Italia, il Medico è il laureato in
Medicina e Chirurgia che abbia inoltre conseguito
l'abilitazione all'esercizio della professione da parte
del proprio
ordine professionale, attraverso il superamento di
un apposito
esame di Stato.
In altre nazioni europee non costituisce un titolo
legale ma la semplice descrizione di un mestiere allo
stesso modo dei termini, naturopata, operatore
sanitario, heilpratiker, insegnante, docente, ecc.
In Italia poi, a differenza di altri paesi...chissa'
perche' ?...., compie un
reato chi si definisce medico senza il
possesso dei requisiti richiesti in ordine alla laurea
ed all'abilitazione.....la
Casta
dei medici italiana, evidentemente vuole avere
l'imprimatur e l'assoluta esclusiva in materia di
salute e malattia......
In
Svizzera, ad esempio, ci si può autodefinire "Medico
naturista NVS" senza aver mai frequentato
l'università.
Queste sono solo le prime considerazioni da
fare…seguendo un filo
logico su questo tema.
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Le Baronie feudali del terzo
millennio
Nonostante uno spirito
giustizialista trionfi a fasi alterne nel nostro Paese
(Italia), esiste un'istituzione in grado di uscire
indenne da sentenze, rinvii a giudizio, indagini ed
intercettazioni, probabilmente grazie alla forza e alla
trasversalità di poteri che risultano di gran lunga più
forti rispetto a quelli della politica.
Quel mondo intoccabile di cui scriviamo è
l'Università, ed in particolare la
facoltà di
Medicina
che dovrebbe sfoderare la classe docente e dirigente dei
più prestigiosi ospedali universitari del nostro Paese.
A distanza di venti anni dallo scandalo delle cattedre
di otorinolaringoiatria, conclusosi con l'annullamento
dei concorsi i cui vincitori sono tuttora in servizio, «Concorsopoli»,
la recente inchiesta giudiziaria portata avanti dalla
procura bolognese, appare
destinata a finire nel nulla, tanto da aver
provocato interpellanze parlamentari da parte di
deputati di Forza Italia e Alleanza Nazionale, che hanno
parlato di «indagini al
rallentatore» e richiesto un'ispezione
ministeriale che verifichi i concorsi banditi dalla
Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna e
l'immediata sospensione dei camici bianchi sotto accusa
per le selezioni pilotate.
Le indagini hanno permesso
di dimostrare, senza sorprendere peraltro nessuno,
l'esistenza di una lobby di baroni in grado di pilotare
le carriere dei docenti su tutto il territorio nazionale
attraverso concorsi truccati e hanno portato a numerosi
indagati, tra cui luminari di spicco e nomi di punta
della sanità bolognese, quali ad esempio la preside
della Facoltà di Medicina e il direttore del
Dipartimento di Medicina Interna, per reati diversi tra
i quali corruzione, abuso d'ufficio, falso in atto
pubblico, associazione a delinquere, comparaggio.
L'inchiesta di Bologna si basa sull'ipotesi che i
concorsi fossero preconfezionati passo dopo passo e con
grande attenzione, dall'emissione dei bandi cuciti a
pennello sui curriculum dei predestinati alla
composizione delle commissioni esaminatrici. Una bufera
giudiziaria che non è stata sufficiente però a rimuovere
una sola poltrona se, come ha giustamente affermato l'on.
Fabio Garagnani di Forza Italia, non solo nessuno si è
dimesso, ma alcuni sono stati anche promossi.
E' il caso della preside di facoltà di Bologna, nominata
dal ministro Turco nello scorso ottobre membro del
Consiglio Superiore di Sanità e, dalla regione Emilia
Romagna, proprio in questi giorni, membro del Consiglio
di indirizzo e verifica del prestigioso Istituto
Ortopedico Rizzoli. Suona intanto più come una beffa
l'emanazione, da parte dell'università più antica del
mondo, di un codice etico che condanna ogni tipo di
nepotismo e favoritismo nell'assegnazione dei ruoli,
senza tuttavia la previsione di sanzioni per i
trasgressori.
Il paradosso dell'indagine
della procura bolognese è che quelle azioni illegali
«presunte» hanno finora rappresentato una prassi
consolidata nell'organizzazione della quasi totalità dei
concorsi universitari, in particolare delle facoltà di
medicina, dove hanno spesso prevalso l'arbitrio, le
parentele, le alleanze accademiche e politiche. Il
reclutamento di professori e ricercatori universitari,
che secondo la legge Berlinguer avrebbe dovuto
realizzarsi per concorso pubblico, è avvenuto infatti
regolarmente per chiamata diretta da parte del
cattedratico che aveva avviato la procedura concorsuale
con la compiacenza dei commissari che stilavano verbali
«di cortesia».
E' questo il motivo per cui i candidati presenti alle
prove concorsuali erano abitualmente di numero esiguo e
spesso pari al numero delle idoneità disponibili. I
restanti potenziali concorrenti, anche se provvisti di
curriculum e pubblicazioni di maggior prestigio del
predestinato, rinunciavano volontariamente o «su invito»
allo svolgimento delle prove, non essendo previsto
alcuno spazio per la competizione in concorsi che
peraltro garantivano un forte privilegio al candidato
dell'università che bandiva il concorso, cui competeva
la nomina di uno dei membri della commissione. Elemento
fondamentale di questo sistema era la subordinazione
all'autorità del professore che metteva in moto la
procedura concorsuale: non a caso le nostre istituzioni
accademiche possono «vantare» il primato di un numero
elevatissimo di docenti che hanno studiato nello stesso
luogo in cui lavorano.
L'assegnazione delle
cattedre tramite un meccanismo di «cooptazione
personale» ha sempre distinto l'università italiana da
quelle degli altri Paesi, favorendo un sistema di potere
baronale autoreferenziato indegno di un Paese moderno e
specchio della decadenza profonda di quel mondo
accademico, in particolare della facoltà di medicina e
chirurgia, che ha visto spezzarsi il filo che lega
l'insegnamento, la ricerca e la cultura al merito e
all'impegno.
La qualità del sistema di
formazione superiore e ricerca, che è la base del futuro
della società della conoscenza, dipende in larga misura
dal buon funzionamento delle regole di selezione dei
docenti universitari.
Punto di forza delle migliori università del mondo è
inoltre l'adozione del principio di eccellenza, vale a
dire spazio ai migliori, un traguardo che richiede la
massima concorrenza tra i candidati alla docenza e la
massima trasparenza nelle procedure.
La riforma Moratti ha rappresentato un passo in avanti
per il raggiungimento di questi obiettivi, introducendo
da un lato le idoneità nazionali per la fascia dei
professori al posto delle selezioni locali al fine di
riportare serietà e trasparenza nel reclutamento dei
docenti evitando il ripetersi di fenomeni di nepotismo,
localismo e clientelismo, dall'altro la possibilità di
chiamata diretta di studiosi italiani o stranieri
impegnati all'estero per favorire il rientro dei
«cervelli».
By Vito Di Lernia - 19 aprile 2007
Tratto da:
http://www.ragionpolitica.it
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CASE FARMACEUTICHE,
COLLUSIONI, Marketing intensivo e medici...
L'analisi prende in considerazione 20 tra le principali
aziende.
In Italia sarebbero 4.000 i medici corrotti dalla GlaxoSmithKline
(GSK: maggior produttore di
Vaccini).
LONDRA - Convincono i consumatori di essere malati,
corrompono i medici con regali di diversa natura e
travisano i risultati delle prove di efficacia e
sicurezza sui loro prodotti. Opera delle aziende
farmaceutiche, che, secondo un rapporto
dell'Organizzazione Internazionale del Consumatore,
mettono in serio pericolo la sanità pubblica occultando
le strategie di vendita per cui spendono miliardi di
dollari in tutto il mondo.
Sotto i riflettori dell'indagine sono finite venti tra
le più importanti case farmaceutiche. "La
vendita irresponsabile - dice il rapporto - dà luogo a
un serio problema, persistente e diffuso nell'intera
industria farmaceutica".
E' dunque necessaria una battuta di arresto, controlli
statali più duri e ordine nelle politiche di promozione
delle aziende.
Secondo il rapporto,
scandali come il ritiro del Vioxx, un antifiammatorio
utilizzato anche per l'artrite, sono i campanelli
d'allarme di una promozione farmaceutica priva di etica
e che ricade unicamente sul consumatore.
La medicina in questione, infatti, fu ritirata dal
mercato dalla Merck nel settembre 2004, nonostante
l'azienda sapesse dal 2000 che il Vioxx aumentava le
probabilità di infarto.
L'accusa riguarda dunque la
manomissione dei risultati degli studi
per giocarsi il tutto per tutto fino alla fine.
Risultato: negli Stati Uniti sono più di 6.000 le cause
archiviate contro l'azienda da persone che, assunto
l'antinfiammatorio in maniera regolare,
sono finite all'ospedale.
Malgrado il regolamento vigente, evidenzia il rapporto,
le aziende farmaceutiche continuano a fare i loro comodi
anche con i medici di famiglia. Eppure, continuano a
stupire i 60 miliardi di dollari spesi in marketing
dalle venti case farmaceutiche prese in considerazione,
il doppio di quanto non sia destinato alla ricerca.
Di quelle venti aziende,
soltanto la Bristol-Myers Squibb fornisce infatti ai
consumatori un dettagliato codice di comportamento di
vendita. E ancora, la metà è stata implicata dal 2001 al
2005 in controversie legali per dubbie relazioni con i
medici.
Basti l'esempio della britannica AstraZeneca,
criticata per aver organizzato un evento per la
promozione del Crestor con tanto di biglietto aereo e
hotel pagati ai dottori e, dulcis in fundo, anche un
biglietto per un musical incluso.
A proposito, è importante
segnalare anche il caso della GlaxoSmithKline.
Attualmente, infatti, la casa è sotto esame dalle
autorità tedesche ed italiane per la corruzione presunta
di almeno 1.600 medici in Germania e più di 4.000 in
Italia, per un totale di 228 milioni di euro di regali
illegali collezionati dal 1999 al 2002. L 'azienda si è
difesa affermando che, da allora, ha stabilito precisi
codici di vendita e che il nuovo personale deve superare
una prova sul codice morale professionale prima di poter
esercitare la professione. Il rapporto però, precisa che
nel 2004, ben 87 impiegati sono stati allontanati o
hanno lasciato volontariamente l'azienda per la
violazione dei codici e che, in altri 109 casi, le
sanzioni sono invece state applicate.
"Una
delle preoccupazioni più forti - ha concluso
Richard Lloyd, direttore generale dell'Organizzazione
mondiale del Consumatore -
considera la promozione delle medicine ai medici che,
spesso conduce a un uso irrazionale del farmaco"
- 26 giugno 2006
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali)
della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche e
dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel
Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere
per Giustizia delle parole per gratificare e
ringraziare quei centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona
fede) che, malgrado le interferenze degli
interessi di quelle
Lobbies, incessantemente si prodigano
ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono
e che con i progressi delle apparecchiature
tecnologiche per la diagnostica e delle
tecniche interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per essi risultati
ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo
ogni giorno progressi in tal senso, ma la
terapeutica indicata dalla direzione della
Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS
(che e' legata alle linee guida di dette
Lobbies), non
segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di
benessere per i malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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