|
Le testimonianze relative a
situazioni nelle quali il paziente, clinicamente considerato morto, è poi sopravvissuto e
ha raccontato di essersi trovato in un mondo di luce, sono molte (migliaia) e sono state
rese note anche in testi editi in varie lingue, compreso l'italiano.
Singolare è invece l'esperimento condotto da alcuni scienziati russi.
(da "La Stampa", in data 20 maggio 1995 - pag.6), - di Giulietto Chiesa.
"Indagine sull'aldilà" - San Pietroburgo (Russia)
Il cadavere è di una donna di 44 anni. L'hanno trovata impiccata undici ore prima.
Ha ancora indosso un paio di mutandine rosa e una maglietta di colore stinto. Il
cartellino al pollice del piede, con i pochi dati essenziali, una larga ecchimosi attorno
al collo. Un tanfo orrendo ci circonda, emanante dalla centinaia e centinaia di cadaveri
che aspettano l'autopsia, ammucchiati nei corridoi semibui di questo sconfinato obitorio
che raccoglie i morti "per accidente".
Il professor Kostantin Korotkov apre la sua valigetta nera. Sembra una
ventiquattrore, in realtà è un apparecchio portatile di rilevazione con tante luci
rosse. Attacca la spina, lega un elettrodo al polso sinistro della morta, distende le dita
rattrappite della mano destra, che crocchiano e resistono ai suoi tentativi, finché
riesce a disporre la mano, ormai allargata, su una tavoletta metallica, l'altro elettrodo,
che contiene una lastra impressionabile, collegata all'apparecchio.
Il ronzio elettrico segnala che l'esperimento è cominciato. Attorno alle dita
della morta, nella penombra, si scorge nettamente un alone azzurro-viola piuttosto
intenso, vibrante. È l'elettricità che lo produce ? Cos'è ? Korotkov si affaccenda con
mosse calme attorno all'apparecchio.
"Tutto viene registrato qui dentro. Insieme ai dati ricavati dalle lastre
impressionate, commenta, verrà inserito nei nostri computer per l'analisi statistica.
Anche su questo cadavere effettueremo rilevazioni ogni 2 ore, per 5 giorni, poi dovremo
restituirlo. Oltre non possiamo andare, per adesso. L'ostacolo è giuridico-legale".
Tutto quello che vediamo ha l'apparenza, e la sostanza, di un normale esperimento
di laboratorio.
Eppure qui, a San Pietroburgo, i ricercatori dell'Università Tecnica stanno
cercando di rispondere a una domanda antica come l'umanità: resta qualcosa di noi dopo la
morte ? "Le religioni , in tutti i tempi, hanno sempre risposto di sì - dice
Korotkov -. È logico. Esse esistono proprio perché l'uomo ha sempre penato o sperato, di essere in
qualche modo immortale. La scienza si è dovuta fermare al limitare dell'ultimo respiro,
semplicemente perché non c'era modo di andare oltre con prove sperimentali. I nostri
esperimenti dicono che, invece, si può andare oltre. Ci troviamo sulla spiaggia di una
terra inesplorata, che si delinea sterminata, e dove un giorno troveremo risposte che
potrebbero mutare l'intera nostra percezione del mondo".
Le labbra screpolate del cadavere sono semiaperte, immobili come un attimo fa. Gli
occhi, segnati da una riga di trucco ormai disfatta, restano chiusi.
Eppure questo corpo incontestabilmente senza vita "emette" ancora
qualcosa. "Si, insiste Korotkov, possiamo affermare, dopo due anni di ricerche, di
aver ottenuto l'evidenza sperimentale dell'attività del corpo umano almeno per alcuni
giorni dopo la morte. È qualcosa che sembra contraddire tutto quanto si sapeva sino ad
oggi, e cioè che tutte le attività fisiologiche dell'organismo si spengono rapidamente
dopo la morte clinica e vanno a zero in un determinato, breve, periodo di tempo".
Le domande si affollano, la tentazione di sconfinare dal solido terreno
sperimentale nella sterminata serie di ipotesi, estrapolazioni, teorie, si fa
irresistibile. "Qui il confine tra scienza e esoterismo diventa sottile, ma
dobbiamo resistere alla tentazione, che io stesso provo, di lanciarsi
nell'ignoto".
Chi commenta così è Ghennadij Nikolaevic Dulnev, il direttore del "Centro di
Tecnologia enegetico-informativa" di cui il programma di Korotkov è soltanto
una parte.
Il centro di Dulnev si occupa della registrazione obbiettiva, della verifica,
reperibilità, utilizzazione pratica di una larga serie di fenomeni
"paranormali", come telepatia e telecinesi.
Si era partiti dalla ricerca diagnostica. Si suppone da tempo che il corpo umano
"emetta" un campo, (CEI) per ora sconosciuto, contenente una vasta quantità
d'informazioni sullo stato dell'individuo, sulle sue caratteristiche biologiche,
psichiche, ereditarie, e quindi anche sul suo stato di salute.
Attraverso l'uso sistematico dello "effetto Kirlian" sui pazienti, si è
scoperto che il campo emesso dall'individuo contiene effettivamente dati che possono
aiutare a comporre un ritratto completo, per
esempio, dello stato degli organi interni.
Già, ma che c'entra il cadavere ?
Korotkov e il suo gruppo, due anni fa, pensarono di provare a vedere cosa succedeva
sottoponendo un cadavere alla stessa analisi. Lo scopo era piuttosto semplice: "Volevamo
osservare - spiega Korotkov, che è un fisico e non un medico - in quali tempi si
affievolisce e scompare, dopo la morte, il campo energetico-informativo che circonda
l'individuo". E qui è arrivata la sorpresa.
Una sorpresa sconvolgente. Il "campo" non scompare. Non solo, a quanto
sembra l' "emissione", tra l'altro, ha un rapporto con le "modalità della
morte". Per esempio: i defunti per vecchiaia fanno registrare un graduale
indebolimento del "segnale" nelle prime 48 ore dopo il decesso.
Ma esso si stabilizza e permane, seppure debole, anche oltre. Altro esempio: i
decessi per incidente o per cause improvvise. In questo caso si registra un brusco aumento
del "segnale" nelle prime venti ore, seguito da un'altrettanta brusca caduta,
fino a un livello stabile e debole. Il terzo esempio è il più inquietante. Riguarda i
decessi in condizioni di acuta sofferenza, in seguito ad assassinio, violenze fisiche. Qui
l'emissione post mortem ha un andamento irregolare che si prolunga per l'intero periodo di
osservazione (finora per i cinque giorni successivi alla morte) e non registra alcuna
stabilizzazione (esplosioni d'intensità cui fanno seguito cadute improvvise).
In particolare i suicidi mostrano un andamento delle emissioni talmente convulso da
poter essere distinto da tutte le altre cause di morte.
"La criminalistica, dice Korotkov, può usare questi risultati per
stabilire senza margine di errore se il defunto è stato ucciso o si è ucciso".
Ma questo è un semplice dettaglio pratico. Balza agli occhi una serie di immediate
conseguenze. Il corpo del defunto "trasmette" informazioni che
"ricordano" gli ultimi istanti della vita. Come è possibile ? e questa
informazione persiste indipendentemente
dall'allontanarsi dal momento della morte. Ma perché le osservazioni si sono fermate al
quinto giorno ? "Per ragioni legali, risponde Korotkov, i corpi che ci vengono
dati in osservazione debbono essere restituiti all'autorità giudiziaria. Certo vorremmo
andare oltre, fino al nono o la quarantesimo, per vedere cosa succede". E perché
questi due intervalli ? "Perché siamo convinti che le credenze religiose di molti
popoli abbiano a che fare con quel che stiamo studiando".
Siamo vicini alla scoperta di qualcosa di simile all' "anima" ? Ciascuno
la chiami come vuole.
"Il nostro linguaggio risente della nostra cultura attuale e delle nostre
tradizioni, commenta Dulnev, ma io penso che dobbiamo cominciare a pensare che il nostro
mondo è molto più complesso di quanto crediamo. Noi viviamo oggi nello
spazio-tempo-materia. Non basta per spiegare fenomeni come quelli di cui stiamo parlando.
Bisogna supporre l'esistenza di un'altra dimensione, di un campo informativo, dove le
trasmissioni avvengono a velocità superiore a quella della luce".
"Sono ipotesi, continua Korotkov, ma noi pensiamo che i guaritori (e, in
linea di principio, ogni individuo) siano come degli apparecchi ricetrasmittenti
imperfetti, che riescono a sintonizzarsi più o meno bene con questo campo. Questo
spiegherebbe perché i risultati dei singoli esperimenti possono essere contraddittori. Ma
sul piano statistico, una volta raggiunta una sufficiente quantità di dati, questa
contraddittorietà scompare. Gli esperimenti condotti nella ricerca di persone scomparse,
ad esempio mostrando ai guaritori una semplice fotografia, permettono di fissare un esito
positivo nell'85 per cento dei casi. Il margine di errore è straordinariamente basso.
È come se determinate persone, particolarmente dotate e allenate, riuscissero a
entrare in contatto con un patrimonio d'informazione comune, estraendone dati. I defunti
lascerebbero attorno a noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo
È come se determinate persone, particolarmente dotate e allenate, riuscissero a
entrare in contatto con un patrimonio d'informazione comune, estraendone dati. I defunti
lascerebbero attorno a noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo".
I limiti sperimentali attuali sono evidenti. Con queste apparecchiature si può
registrare l'emissione soltanto finché il corpo esiste, cioè esistono le dita. A
decomposizione avvenuta, o dopo la cremazione, lo strumento non funziona e bisognerà
inventare altri sistemi di rilevazione.
Ma il professor Dulnev non dispera. La ricerca prosegue in parallelo. Sui computer
c'è già una cospicua serie di rilevazioni sull'esistenza del campo. "I nostri
esperimenti dimostrano senz'ombra di dubbio, ad esempio, che la telepatia è una
realtà", dice Dulnev mostrando decine di episodi sperimentali di trasmissione
telepatica provocata in laboratorio. E non si tratta di trasmissione elettromagnetica, ma
di "qualcos'altro". Cosa ? Dulnev allarga le braccia".
"Le nostre apparecchiature misurano massa, energia, impulsi, non questo
campo. Ma ora sappiamo che possiamo entrare in contatto con esso, rilevarne l'esistenza e
captare una microscopica parte dell'informazione che esso contiene o rappresenta. Attorno
a noi c'è un'altra realtà che finora abbiamo considerato supernaturale, soprannaturale.
Forse lo è, forse non lo è. Ma c'è"
L'anima esiste e
sopravvive alla morte cerebrale affermano due
medici inglesi
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|