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NUOVE CONOSCENZE SUL SISTEMA IMMUNITARIO e CANCRO
Ecco alcuni stralci della conferenza che il Dr. Heinrich
Kremer tenne il 18 febbraio 2001 a Povo di Trento e l’8
aprile dello stesso anno a Rimini (8).
Da quella
conferenza sono emersi questi fatti:
1 - il rapporto danni/vantaggi della vaccinazione
pediatrica di massa è enorme perché i danni sono
innumerevoli e pesantissimi, sia a breve che a lungo
termine, ed i vantaggi sono pressoché nulli;
2 - la determinazione della
causa dell’AIDS è
completamente sbagliata; di conseguenza è
completamente sbagliata anche la terapia, al
punto che è proprio la terapia la principale causa di
morte;
3 - la determinazione della
causa dei tumori è
completamente sbagliata; di conseguenza è
completamente sbagliata anche la terapia; “È
noto infatti, da ricerche che sono durate anni
all'istituto di ricerca oncologica in Germania, che i
malati di tumori che vengono sottoposti ai normali cicli
convenzionali terapeutici hanno un'aspettativa di vita
media di soli 3,5 anni; i pazienti, invece, sempre
affetti da cancro, ma che non vengono sottoposti né a
chemioterapia né a radioterapia (ma comunque a nessun
tipo di terapia convenzionale e non) hanno una
sopravvivenza media di 12 anni.”
Ovviamente, una volta determinate le
cause corrette
delle malattie, è banale individuare le corrette
terapie, come effettivamente avviene per coloro che non
hanno ceduto alla tentazione di avere fede in
Big-pharma e nei suoi bracci armati: il
SSN e l’ordine
dei medici.
Big-pharma infatti
lucra sulle nostre malattie; guai per loro se fossimo in
salute.
Da allora né si è avviato un serio approfondimento
scientifico delle tematiche proposte, né si è cambiato
qualcosa nella pratica clinica. La tecnica di Goebbels
risulta sempre vincente.
Gran parte dei guai nei quali incorriamo sono
determinati da pessima
alimentazione, pessima
medicina e
pessimo stile di vita. Le naturali terapie
disintossicanti, abbinate ad una
alimentazione
crudista, soddisfano il requisito fondamentale
dell’equilibrio tra immunità cellulare e risposta
anticorpale.
La nostra vita è come un fiume. L’argine destro è
l’immunità cellulare mentre quello sinistro è la
risposta anticorpale. Quando l’argine destro cede si
assiste inevitabilmente agli straripamenti; la medicina
vera lo rimette in sesto, mentre quella di
big-pharma risolve
il problema bombardando tutto il territorio con bombe
atomiche (radioterapie) e bombe chimiche (chemioterapie).
In effetti al cospetto delle bombe che piovono dal cielo
le esondazioni sono un problema “minore”. Se non fossimo
indottrinati dai media, pagati da noi stessi, questo
scandalo sarebbe già risolto da un bel pezzo.
Sistema Immunitario
Il
sistema immunitario (S.I.) dell'uomo adotta due
tipologie di strategie nei confronti delle sostanze
estranee (NdR esempio quelle
contenute nei
vaccini). Una cosiddetta del tipo 1 e
l'altra del tipo 2.
La prima
(tipo 1), quella più antica, è espressa dalle cellule
immunitarie T o linfociti T (1) ed è altamente
specializzata per difendersi da
virus, batteri
intracellulari e protozoi (o protisti) che si insediano
prevalentemente all'interno delle
cellule umane
(infezioni intracellulari). L'"arma", che le cellule T
utilizzano per eliminare le cellule infettate, è il
monossido di azoto (NO): un gas molto diffusibile e
particolarmente reattivo, che riesce ad oltrepassare la
membrana cellulare e, una volta penetrato all'interno,
altera la catena di respirazione dei
mitocondri, gli
organelli che producono l'energia necessaria per la
sopravvivenza e l'equilibrio della cellula stessa.
Dato che il gas NO è particolarmente reattivo (tossico)
vi è nell'organismo un delicato equilibrio tra questo
gas e le sostanze antiossidanti che devono
neutralizzarlo rendendolo così innocuo per le cellule
che lo producono.
Nel corso
dell'evoluzione, a partire dai vertebrati, comparve una
nuova classe di patogeni: i vermi. I vermi sono, in
genere, di dimensioni molto più grandi dei parassiti
fino ad allora conosciuti ed il sistema immunitario
delle cellule T non era in grado di rispondere
efficacemente contro agenti microbici della dimensione
dei vermi. Si è sviluppata così l'altra strategia di
difesa (tipo 2). Attraverso gli anticorpi prodotti dalle
cellule immunitarie B o linfociti B (2). Le cellule B
reagiscono a sostanze estranee di grandi dimensioni e
alle sostanze tossiche (risposta anticorpale). Per
esempio, i vaccini che
non contengono
virus attenuati (come il vaccino per il
tetano e quello per la
polio Salk),
stimolano una risposta anticorpale; mentre i vaccini a
virus (come quello per la polio Sabin e quello
per il morbillo) stimolano le
cellule T per una maggior produzione del gas NO quindi
un'intensificazione dell'immunità contro patogeni
intracellulari.
I due
tipi di meccanismi di difesa (tipo 1 e tipo 2) del
sistema immunitario interagiscono profondamente e il
corretto funzionamento dipende da questo delicato
equilibrio tra immunità cellulare e risposta anticorpale.
Se vi
fosse, ad esempio, uno sbilanciamento verso il tipo 1, a
sfavore quindi dell'immunità anticorpale (tipo 2), vi
sarebbe il rischio di contrarre malattie
auto-immunitarie; mentre, uno sbilanciamento verso il
tipo 2 (un maggior numero di anticorpi in conseguenza ad
una risposta anticorpale eccessiva) vi sarebbe un
maggior rischio di malattie di tipo allergico.
pag. 23
Dal 1986, da ricerche fatte su cavie, e dal 1991
si ha la conferma anche per l'uomo, è stato scoperto che
esistono due sottogruppi di cellule T che sono note con
la sigla CD4. Le cellule CD4 hanno un ruolo decisivo
nell'AIDS: i cosiddetti HIV positivo hanno un livello
molto basso, insufficiente, di cellule CD4. Nel campo
della ricerca dell'AIDS,
prima del 1991, non era noto il fatto che le cellule CD4
sono differenziate in due gruppi.
Un
gruppo di queste cellule CD4 è quello preposto a
generare il monossido di azoto (NO), mentre il secondo
gruppo di cellule CD4 non genera monossido di azoto, ma
è preposto a stimolare la produzione di anticorpi
attraverso la stimolazione delle cellule B (linfociti
B). Per questo tipo di cellule denominate Th2 (linfociti
T helper 2) si ha una diffusione dal sangue verso il
midollo osseo. Questo è anche
alla base dell'errore tragico della medicina dell'AIDS,
e cioè si riteneva, e si ritiene tuttora, che il livello
di cellule CD4 fosse basso perché erano distrutte da un
virus. La verità è completamente diversa.
I cosiddetti HIV positivi hanno un livello molto elevato
di cellule CD4 del secondo tipo.
Questo è
anche un motivo per cui le cellule del primo tipo è
basso e quindi risulta abbassata anche la produzione di
NO. Questo spiega anche il perché queste persone, che
hanno un livello molto basso di cellule CD4 del tipo 1,
non producono a sufficienza NO e non sono perciò in
grado di eliminare dalle cellule infettate qualsiasi
agente patogeno, sia esso virus o parassiti (specie
funghi). Questo vale anche per i micobatteri che sono
gli agenti patogeni responsabili della tubercolosi che
s'insediano all'interno delle cellule (patogeno
intracellulare). E così si spiega anche il perché
delle cosiddette infezioni opportunistiche che sono
tipicamente associate all'AIDS;
mentre, sorprendentemente, i malati di
AIDS
hanno, raramente, infezioni di origine batterica
(esclusi i batteri intracellulari) proprio perché hanno
una buona produzione di anticorpi.
Il problema, in questo caso, è la mancanza
dell'equilibrio fra cellule CD4 del tipo 1 e cellule CD4
del tipo 2: molto basso il livello di cellule CD4 del
tipo 1 ed elevato il livello di cellule CD4 del tipo 2.
La
risposta di tipo 1 o 2 dipende direttamente dal livello
di Glutatione (3)
all'interno delle cellule che presentano l'antigene
(dendritiche, linfociti B e macrofagi) (4).
Il
Glutatione è il principale antiossidante cellulare
contenente zolfo. In tutti quelli in cui il test per
l'HIV da esito positivo, si evidenzia un calo massiccio
del livello di glutatione (5). Da dove deriva questo
calo di glutatione?
Il calo di glutatione è direttamente associato ad un
eccessivo stress ossidativo delle cellule (ridotto
apporto di antiossidanti con la dieta e uso di sostanze
ossidanti come le droghe).
Un eccessivo
stress ossidativo porta ad uno sbilanciamento
immunitario verso il tipo 2 (eccessivo livello di
anticorpi e ridotta produzione di NO citotossico). Le
cellule ossidate o muoiono o producono proteine dello
stress e rigenerative.
Robert
Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture
cellulari (in esperimenti relativi a malati di AIDS) dei
fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li
scambiarono per un retrovirus, l'HIV. Le cellule
ossidate possiedono un livello di glutatione ridotto (in
termini di
reazioni redox) molto basso, e come conseguenza
viene inibita la produzione del monossido di azoto
citotossico e molte cellule T muoiono. Nella teoria
ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva
imputata al retrovirus HIV.
E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo stress
ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi
dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il
Glutatione), ma anche i radicali di azoto (che si
formano dal gas di azoto). La presenza di radicali di
ossigeno, di azoto e di altri ossidanti in genere,
evidentemente, influisce sulla catena di respirazione
della cellula.
Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le
cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli
anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto
importanti per la comunicazione, che sono le citochine.
Oggi si
sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di cellule
immunitarie T) non vale solamente per le cellule
immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico.
Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due
configurazioni diverse di queste proteine messaggero
addette alla comunicazione: le citochine. Infine, si
può considerare un mito la capacità del sistema
immunitario di distinguere ciò che è proprio da ciò che
è estraneo (esterno).
pag. 48
Per un gran numero
di tumori è ormai stato documentato e dimostrato che
essi si sviluppano con una configurazione di citochine
del tipo 2.
Questo non
sorprende affatto considerato che le cellule tumorali
non sono altro che una regressione verso uno stadio
embrionale precoce. Le cellule tumorali acquisiscono
delle caratteristiche che sono identiche a quelle delle
cellule umane per un periodo molto breve: una o due
settimane dopo l'inseminazione. Anche le cellule
embrionali nella placenta presentano questa
configurazione del tipo 2. Non sorprende quindi
affatto che le cellule tumorali hanno questo stato del
tipo 2. Questo ha ovviamente delle conseguenze, anche
pesanti, per tutte le terapie contro il cancro come la
chemioterapia. È noto infatti, da ricerche che sono
durate anni all'istituto di ricerca oncologica in
Germania, che i malati di tumori che vengono sottoposti
ai normali cicli convenzionali terapeutici hanno
un'aspettativa di vita media di soli 3,5 anni; i
pazienti, invece, sempre affetti da cancro, ma che non
vengono sottoposti né a chemioterapia né a radioterapia
(ma comunque a nessun tipo di terapia convenzionale e
non) hanno una sopravvivenza media di 12 anni.
pag. 73
Come è possibile intervenire per compensare questi
processi che portano agli squilibri ? Innanzitutto è
possibile intervenire a compensare stimolando la sintesi
delle citochine tipo 1; effetto che può essere ottenuto
con la somministrazione di dosi massicce di cisteina
(6) (un amminoacido particolare perché contiene zolfo),
sostanza naturale sintetizzata (prodotta) dal
metabolismo stesso partendo dalla base metionina (sempre
un amminoacido contenente zolfo). Negli
immunosoppressi, malati di AIDS o chi e affetto da
tumore, si somministrano da 3 a 10 grammi (non mg) al
giorno. La cisteina è anche un componente di base
per il glutatione: responsabile del 90% del lavoro
antiossidante di compensazione dello stress ossidativo,
a livello mitocondriale.
Nei casi acuti con sintomi clinici, come AIDS, polmoniti
ecc., in casi cioè di emergenza, viene somministrato
glutatione per via endovenosa, da 2 a 6 settimane, 600
milligrammi (mg) endovena al giorno.
Un altro
intervento molto importante è quello del miglioramento
del bilancio acido basico dei reni e del metabolismo a
livello intestinale. Qui si prevede una somministrazione
della glutamina (7) (importante per le cellule
cerebrali, per l'approvvigionamento energetico), e
quando la catena di respirazione dei mitocondri non
funziona perfettamente la glutamina può essere un
veicolo per la produzione energetica tramite
ossidazione. In particolare, nell'intestino tenue, la
glutamina è la principale fonte energetica. Perciò è
molto rara anche l'incidenza di carcinomi nell'intestino
tenue, contrariamente invece dell'intestino crasso,
proprio perché l'intestino tenue provvede al proprio
approvvigionamento energetico soprattutto attraverso la
glutamina. Questo fatto non era compreso fino a poco
tempo fa.
La glutamina può essere sintetizzata a livello epatico
(nel fegato) solamente se vi sono sufficienti riserve di
cisteina.
Mentre
invece, nei pazienti affetti da cancro vi è un
abbassamento sensibile di entrambi i livelli, sia della
glutamina che della cisteina. Determinati processi
provocano un maggiore dispendio di proteine a livello di
muscolatura perché le proteine muscolari vengono
trasformate in glucosio ad uso delle cellule tumorali, e
quando per decenni questi pazienti perdevano peso, anche
rapidamente, non si faceva altro che somministrare
infusioni di proteine. Queste proteine venivano
praticamente riespulse in forma di urea. Il glucosio
invece, ricavato da queste proteine somministrate per
via endovenosa, veniva direttamente utilizzato dalle
cellule tumorali. Dalla metà degli anni novanta, quando
finalmente si è capito quali sono le dinamiche in gioco:
cosa centra il sistema immunitario, il glutatione, la
glutamina, la cisteina, il ruolo del monossido di azoto,
nei pazienti con immunosoppressione a livello cellulare
(affetti da tumore e anche da sepsi), si sono ottenuti
dei successi anche abbastanza sorprendenti
somministrando dosi massicce di cisteina e di glutatione
a livello endovenoso. Anche contro la cachessia dei
malati di tumore, che fino a quel momento, veniva
considerata inguaribile. Lo stesso vale per la cachessia
dei pazienti malati di AIDS che anch'essa era
considerata non guaribile fino a tre anni fa.
È chiaro
quindi, quanto sia veramente importante avere compreso
la dinamica della biologia cellulare.
-
I
linfociti nel sangue costituiscono dal 20 al 40% dei
globuli bianchi (o leucociti ). T (linfociti) deriva
da Timo, la ghiandola situata dietro lo sterno dove
maturano questi linfociti. I linfociti T si
differenziano per i diversi antigeni di membrana in
CD4 (helper) e CD8 (suppressor). Vedremo poi che i
linfociti helper (CD4), a loro volta, si
differenziano in tipo 1 (Th1) e tipo 2 (Th2).
-
B
(linfociti) deriva, secondo gli autori anglosassoni,
da Bone marrow (midollo osseo); secondo gli autori
italiani da Borsa di Fabrizio, la struttura che
negli uccelli produce la differenziazione e
maturazione dei linfociti B.
-
Glutatione. Tripeptide solforato, formato da tre
amminoacidi: l'acido glutammico, la cisteina e la
glicina. È il principale antiossidante cellulare,
necessario per neutralizzare i radicali liberi.
-
Peterson J. D, Herzenberg L.A. et al. Glutathione
levels in antigen-presenting cells modulate Th1
versus Th2 response patterns. Proc. Natl. Acad. Sci
USA vol. 95, pp. 3071-76, March 1998.
-
Buhl
R. et al. Systemic glutathione deficiency in
symptom-free hiv sieropositive individuals. The
Lancet December 2, 1989.
-
Cisteina. Amminoacido solforato, che si ossida
facilmente all'aria dando origine alla cistina. La
corteccia surrenale è ricca di cisteina.
-
Glutamina. Monoamine dell'acido glutammico, derivato
dalla reazione dell'acido glutammico con
l'ammoniaca. La glutamina, facilmente assimilabile
dall'organismo, si ritrasforma nell'acido glutammico
nel tessuto nervoso.
-
http://digilander.libero.it/controinfoaids/zip/atti_Kremer.zip
By Lino
Rossi - Tratto da: comedonchisciotte.org
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Oggi i bambini sono
bombardati da un'innaturale chimica prenatale
accoppiata con un assalto di
vaccini dalla nascita fino ai cinque anni:
ben 31 iniezioni raccomandate a livello federale. Anche
se non sviluppano complicazioni fisiche e mentali come
una sclerosi multipla o l'autismo, potrebbero non avere
la capacità di avere a loro volta bambini in salute. C'è
speranza per l'umanità quando siamo stati così
bio-chimicamente e
geneticamente alterati che la nostra progenie non
può più avere una progenie ?
La risposta è "sì".
Con l'esperienza di molti allevatori di cani australiani
che hanno smesso di somministrare vaccini ai loro
animali e, invece, hanno somministrato rimedi omeopatici
ed una solida dieta, sembra che la salute e la virilità
possano essere ripristinate nel corso del tempo.
Smettiamola di usare mezzi termini. Dicendo che i
vaccini sono
"connessi" piuttosto che "la causa" di improvvisi
decessi infantili, incapacità di apprendimento e
malattie croniche, eludiamo giornalisticamente quanto
sappiamo dalla scienza, oltre che dalla dura e gelida
esperienza, essere la realtà dei programmi di
vaccinazione di massa.
La verità è che i vaccini causano significative morti
infantili, incapacità di apprendimento e lo sviluppo di
malattie croniche auto-immuni. Non possiamo neppure
descrivere quanto sia esteso il declino della salute
nazionale causato da politiche di salute pubblica che
autorizzano "sperimentazioni mediche" mediante le
vaccinazione. E' chiaramente uno iatro-genocidio o
strage indotta dalla medicina.
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Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa
rivista medica
JAMA
(4), le reazioni avverse riportate durante i primi due
anni (2000-2002) di utilizzo di massa del vaccino
antipneumococcico eptavalente (quello in uso anche in
Italia) sono state 4.154 tra bambini e adolescenti al di
sotto dei 18 anni, con un’incidenza di 13,2 segnalazioni
ogni centomila dosi distribuite.
Nel 74,3% delle segnalazioni erano stati somministrati
insieme altri vaccini.
Si legge nel sunto reso disponibile da JAMA: “Ci sono
state 117 morti e 34 casi di infezione invasiva da
pneumococco che con alta probabilità significano
l’inefficacia della vaccinazione (per quei soggetti, nda).
Eventi immuno-mediati sono capitati nel 31,3% delle
segnalazioni. I 14 pazienti con anafilassi e reazione
anafilattoide sono sopravvissuti. 14 pazienti hanno
sviluppato trombocitopenia e altri 6 malattia da siero.
Nel 38% delle segnalazioni ci furono sintomi
neurologici. Convulsioni sono state descritte in 393
segnalazioni, incluso 94 casi di convulsioni febbrili.
(…)
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Cosa producono i Vaccini
a BATTERI (vivi od uccisi) oltre alle classiche e
ben note controindicazioni ?
Il fatto che un qualsiasi
tipo di batterio sia presente esclusivamente in certe
parti del corpo dell’uomo, non cambia assolutamente
nulla rispetto alla visione olistica della
Nozione di
Terreno Biologico.
E’ la proliferazione anomala di un determinato batterio
NON
autoctono, e cio’ avviene per vari cofattori, che
deve essere impedita o per lo meno controllata nel modo
adatto, per via delle tossine
che esso produce e che se aumentano di quantita’ (per la
proliferazione anomala del batterio in questione)
permettono e favoriscono l’insorgere di determinate
patologie piu’ o meno gravi.
Il "fattore individuale"
come in genere i
medici lo chiamano, e’ una similitudine (non
identita’) di cio’ che noi
Naturisti
chiamo “Terreno
biologico individuale”, il quale determina o meno la
possibilita’ della anomala proliferazione del batterio
e/o dei batteri e quindi delle possibili tossine (a
seconda del tipo) prodotte, senza parlare che in una
cronica disbiosi,
la proliferazione anomala di batteri e funghi e’ la
norma (per la mancanza di antagonisti) e quindi
anche la produzione di tossine e micotossine
oltre alla morte dei batteri che, con la
loro decomposizione (per uso di
antibiotici
per esempio), divengono un fattore preponderante
e scatenante, di conseguenza le
malattie compaiono piu’ o meno
intense e gravi.
Ripetiamo: i “cadaveri” dei batteri contenuti nei
vaccini, e quindi le
tossine che vengono messe in circolazione
nell’organismo, sono veicoli di
intossicazione,
infiammazione
e quindi anche di possibili
infezioni per l'immunodepressione
indotta dai Vaccini !
Solo i vaccini a base
di batteri possono essere modificati in modo da
avere al loro interno batteri “uccisi”, perche’
il batterio e’ un essere vivente che puo’ essere ucciso.
Fatta questa precisazione,
ricordiamo che i vaccini a batteri, anche se “uccisi”,
una volta che l’involucro esterno si rompe (e cio’ puo’
avvenire per esempio anche in uno stato febbrile), il
batterio “morto” produce proprio, per la sua successiva
decomposizione, importanti
tossine con le conseguenze del caso.
Inoltre i vaccini lo ricordiamo una ennesima volta,
producono
immunodepressione,
mutazioni genetiche piu’ o meno occulte,
infiammazioni,
alterazione del pH
digestivo, problemi
neurologici anche gravi ecc., ecc., come ben
evidenziato nella pagina:
http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base2.htm ove
trovate i relativi studi raccolti e ripubblicati.
Mentre i vaccini a
virus
NON essendo i virus esseri viventi
(trattasi di capsidi-involucri di proteine- lipidi che
contengono un segmento di DNA non compatibile
il soggetto vaccinato) non possono essere “uccisi”,
bensi al massimo si puo’ utilizzare solo una parte di
essi.
Comunque anche i vaccini a
virus rilasciano informazioni molto pericolose
(per via del DNA anomalo che essi contengono) che
producono comunque possibili malattie piu’ o meno gravi.
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Danneggiati nascosti
La dott.sa Marzia Zorzetto è il Presidente della
Sezione di Treviso dell'ANMIC - Associazione Nazionale
Mutilati ed Invalidi Civili - ed ha affermato: "Tra i
nostri assistiti ce ne sono molti lesi dalle
vaccinazioni.
I genitori lo avevano ben capito, ma per sfiducia verso
ospedali e Magistratura, non tentavano neanche la lunga
e costosa strada della giustizia, per un riconoscimento
ed un risarcimento. Finalmente in questi anni la cosa è
stata resa possibile per la semplice via amministrativa
e per una cifra che arriva a 150.000 euro, anche per
fatti avvenuti negli anni '50.
Le richieste sono ancora pochissime solo per la mancata
pubblicità della legge". Allora, le "Istituzioni",
negavano e così, le statistiche dei danneggiati "si
azzeravano", ma questi ragazzi c'erano e finivano, anzi
finiscono, nelle Associazioni degli handicappati.
Presentiamo quindi una la
sintesi di un lavoro del dott. Marco Brazzo del
1996/1997, aggiornato nel 2005, dal titolo "Vaccinazioni.
Eziologia dell'handicap: cause sconosciute ?". Si
tratta del capitolo: "Molte reazioni, poche
segnalazioni", che sulla base dell'età di
apparizione delle malattie, verosimilmente indica le
vaccinazioni quali importanti responsabili
(l'intero capitolo è presente nel nuovo libro di Pansini).
All'insorgenza dei
primi sintomi, rappresentati da:
convulsioni, iperpiressia severa, diarrea, insorti
immediatamente dopo la vaccinazione, i genitori hanno
comunicato tali crisi ai sanitari preposti, i quali,
dopo EEG e visita neuropsichiatrica o pediatrica con
esito negativo, hanno somministrato il richiamo delle
dosi vaccinali in seguito al quale si stabilizzava lo
stato del male con progressivo aggravamento clinico.
L'età maggiormente interessata è variabile fra i 3 mesi
ed i 9 mesi (periodo tra la prima vaccinazione ed il
richiamo).
Tutti i pazienti osservati presentano diversi problemi
fisici e le varie patologie, che interessano il SNC,
sono state causate dall'attacco vaccinale (virus e
sostanze tossiche annesse) che ha cambiato la catena
degli amminoacidi delle molecole destinate alla
presentazione dell'antigene (45-8).
Il vaccino va a risvegliare allergie o malattie
autoimmunitarie del SNC nel soggetto predisposto
geneticamente. Si è osservato che maggiormente la specie
risulta "pulita" dal punto di vista virologico e
microbiologico, maggiormente si presentano malattie
autoimmuni del SNC o di altri apparati; come risulta
indicativo il fatto che determinate patologie
handicappanti siano più frequenti nei Paesi dove sono
più diffuse le vaccinazioni, quindi in comunità definite
"pulite" (29-62-84).
Le industrie farmaceutiche scrivono, nelle avvertenze
per la somministrazione, molte controindicazioni (tra le
quali immunodeficienza del soggetto) e gli effetti
collaterali (dalle dermatiti, alla paralisi, alle
encefaliti fino alla morte per shock anafilattico) ma,
nonostante questo, il personale sanitario non fa alcuna
indagine preliminare preventiva, approfondita, per
accertare le condizioni dell'apparato immunitario del
neonato (e come farebbe ?).
Inoltre, in Italia, per disposizioni del Ministero della
Sanità, con l'intento di "voler rendere più
comprensibili" e "meno allarmanti" i foglietti
illustrativi dei farmaci, sono stati cancellati tutti
gli effetti collaterali più gravi.
Cosi, quando succede che un bambino, sano fino al
momento della vaccinazione, presenta a posteriori un
danno invalidante, questo non viene collegato alla
vaccinazione, ma viene inquadrato fra le malattie
autoimmuni o malattie del SNC (distrofia, sclerosi
multipla, artrite reumatoide, epilessia, autismo,
cerebrolesione, eccetera) per le quali le cause sono
"sconosciute".
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IMMUNOGENETICA e PATOLOGIE POST-VACCINALI del SISTEMA NERVOSO CENTRALE
Lo studio presentato dal Dott.
Massimo
Montinari, Medico Chirurgo, ex Presidente dellAssociazione Universo Bambino,
medico della Polizia di Stato - Bari - è
riferito a 48 pazienti che si sono rivolti all'Associazione dopo essere stati
ricoverati presso numerosi Centri Ospedalieri nazionali e stranieri; questi sono stati
selezionati da ben 186 malati, affetti da patologie del SNC (Sistema Nervoso Centrale),
osservati nel periodo Apr/94 - Ott/95.
Nella storia di ogni paziente si documentava
linsorgenza di segni clinici relativi al SNC ed apparato digerente, in concomitanza
o immediatamente dopo la somministrazione di vaccini (anti
polio Sabin e Salk,
Difterite-Tetano, anti
Morbillo, Pertosse, anti
TBC).
La proposta di studio è riferita alla
valutazione del quadro immunitario dei pazienti ed al ruolo dellimmunogenetica nella
diagnosi di patologie ad eziopatogenesi spesso dubbia ed handicappanti; lattento
studio del braccio corto del Cromosoma 6 delluomo, la caratteristica genetica e
lazione di virus a DNA in soggetti sottoposti a vaccinoprofilassi in età
pediatrica, ha consentito di valutare una caratteristica ricorrenza di alleli nel quadro
genetico di tutti i pazienti sottoposti a vaccinoprofilassi e insulto da virus a DNA
.
RUOLO della IMMUNOGENETICA nella DIAGNOSI di PATOLOGIE POST-VACCINALI
del SISTEMA NERVOSO CENTRALE -
(Traduzione in Italiano dal The Mediterranean Journal of Surgery and Medicine Dic/95)
Massimo G.
Montinari (Cattedra
di Chirurgia pediatrica - Università di Bari),
Biagio
Favoino (Servizio di Tipizzazione tessutale e trapianti dorgano - Az. Ospedaliera
Policlinico - Bari) Angela
Roberto (Ambulatorio di Virologia - Az. Ospedaliera Policlinico - Bari)
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Altra
Bibliografia
(non contemplata nello studio del dott.
M. Montinari), ma che indichiamo per motivi di
grande interesse e di utilità pubblica.
La
dottoressa Viera Scheibner, Ph.D. è una primaria ricercatrice scientifica ormai in
pensione, con dottorato in scienze naturali. Ha pubblicato 3 libri e circa 90 articoli
scientifici in riviste scientifiche; è spesso convocata da avvocati per fornire rapporti
medici nei casi giudiziari sui danni da vaccino.
Questa e' solo una
parte della sua raccolta bilbiografica sui danni da vaccino - vedi:
1000 studi
sui Danni dei Vaccini
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