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Secondo la
Medicina Naturale
e' perche' l'Epatite NON e' causata da un virus
(infatti la proteina tossica chiamata
virus e'
presente SOLO dopo che la malattia si e' manifestata e
MAI prima ), bensì da una lenta e progressiva
intossicazione del fegato, per via della produzione,
dall'intestino,
di sangue TOSSICO ! e tutte le varie forme di
epatiti, cirrosi NON sono nuove malattie, ma la
stessa intossicazione che progredisce fino al cancro !
I vaccini AUMENTANO e non di poco l'intossicazione
del fegato stesso, infatti da dopo l'introduzione del
vaccino della Polio,
l'Epatite aumentò nella popolazione italiana di ben
30 volte !
Senza nessun vaccino, in
Italia, l’Epatite
B stava scomparendo (con una diminuzione del 90%
rispetto agli anni ‘60) negli anni precedenti la
vaccinazione obbligatoria, introdotta nel 1/1/1992 dall’ex
ministro De Lorenzo (Fonte Istituto Superiore di Sanità -
SEIEVA).
Per aver
reso obbligatorio il vaccino in Italia, la magistratura ha
appurato che De Lorenzo incassò 600 milioni di lire dalla
casa farmaceutica che lo produceva…(allora si chiamava:
SKB)
vedi
Big Farma
Nel 1999 si scoprì che il vaccino della
Merck per
l'epatite B infantile era stabilizzato con
Thimerosal,
il noto fungicida al mercurio sospettato di
provocare
l'autismo nei bambini; la Merck mise a punto una nuova
versione del vaccino senza mercurio, e proclamò per la
pubblicità: «Oggi il vaccino
Merck per l'infanzia è esente da ogni conservante».
In realtà, continuò a vendere il vaccino con Thimerosal
(ne aveva i magazzini pieni) fino all'ottobre 2001.
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Recombivax HB (vaccino per l'epatite B)
Formulazione. Per neonati, bambini e adolescenti da 0 a
16 anni. Principi attivi: HBs Ag antigeni di superficie
epatite B ricombinanti 5,00 mcg.
Eccipienti:
mercuriotiolato di sodio 25,00 mcg;
idrossido di alluminio
0,25.10 mcg; cloruro di sodio 4,5.10 mcg;
formaldeide <10,00
mcg;
tiocianato di potassio <0,25 mcg; acqua per
preparazioni iniettabili q.b.p.
0,5 ml.
Speciali precauzioni per l'uso.
Come per tutti i vaccini
iniettabili un trattamento appropriato deve essere
sempre disponibile in casi se pur rari di reazioni
anafilattiche conseguenti alla somministrazione del
vaccino.
Questo vaccino contiene
Mercuriotiolato di Sodio come conservante.
Questo vaccino contiene tracce di
Formaldeide di
Tiocianato
di Potassio utilizzati durante il processo di
produzione.
Effetti indesiderati rari: affaticamento, febbre, senso
di malessere, sintomi influenzali, malattia da siero,
vertigini, cefalea, parestesia, nausea, vomito, diarrea,
dolore addominale, artralgia, mialgia, rash cutaneo,
prurito, orticaria, anafilassi, ipotensione, collasso,
paralisi (paralisi di Bell), neuropatia, neuriti
(compresa la sindrome di Guillain-Barrè, mieliti,
incluse le mieliti trasverse), encafaliti, neuriti
ottiche, angioedema, eritema multiforme, linfoadenopatia,
elevazione degli enzimi epatici, sintomi di tipo
broncospasmo, trombocitopenia.
Fonte: Ministero della Sanità il 5/1999
Commento NdR: il Ministero della sanita' parla di
effetti
indesiderati rari, lo vada a dire a tutti coloro che li
hanno subiti sulla loro pelle ! Come fa ad affermare
"rari" quando il Ministero stesso ammette che NON si
raccolgono dati sui danni dei vaccini, le Regioni non li
comunicano al Ministero eprche' i medici NON sono in
grado di determinarli e diagnosticarli...
E' al contraio evidente la collusione del ministero con
le case produttrici dei vaccini, perche' esso dichiara
solo cio' che essi, i
produttori affermano nei loro
bugiardini
! ....cioe' e' come chiedere all'oste se il suo vino e'
buono....
vedi:
Contenuto dei
Vaccini
Nel
vaccino per l'epatite B Recombivax il
thimerosal
viene sostituito dal
Mercuriotiolato di Sodio.
Si sa che 35 microgrammi di mercurio sono sufficienti
ad uccidere un coniglio;
nei vaccini la quantitá di thimerosal contenuto é di 25
mcg a dose, cui il 49,5% é mercurio cioé oltre 12 mcg.
Fin qui potrebbe andare anche bene ma si da al caso che
un programma vaccinale completo va oltre le 16 dosi.....
Altre sostanze
altamente tossiche contenute praticamente in
tutti i principali vaccini !
Adesso, pochi pediatri sanno che cosa sono : il
MRC-5,
WI -38, e il RA 273, ecco dove li trovate
Polio Poliovax Aventis-Pasteur...........................MRC-5
Measles, Mumps, Rubella MMR II Merck & Co.............
RA273 and WI-38
Measles-Rubella Biavax II Merck & Co..................
RA 273 and WI-38
Rubella only MR-VAX Merck & Co........................
RA 273 and WI-38
Rabies Imovax Vantis-Pasteur
..................................MRC-5
Hepatitis A Hivrax Vaqta AlaxoSmithKline e Merck &
Co....MRC-5
Hepatitis A-B combo Twinrix GlaxoSmithKline
............MRC-5
Chickenpox Varixax Merck & Co.......................
WI-38 and MRC-5
Smallpox Acambix 1000 Acambis ........................MRC-5
Il WI-38 é stato sviluppato dalle cellule polmonari di
un feto che viene usato come cultura per l'MRC-5 e l'RA
273 , un nome in codice che significa R( Rosolia), A
(Aborto del) 27 (27simo Feto) 3( Terzo tessuto
asportato).
I tessuti devono essere asportati dal feto non piú di 5
minuti dal momento dell'aborto.
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Epilessia da Recombivax
HB
Cara
LAVINIA, sono Paola mamma di una ragazza si 19 anni,
Purtroppo abbiamo lo stesso problema. Nel 1997 a mia
figlia e' stato somministrato il
Vaccino per l'EpatiteB
RECOMBIVAX HB adulti, dopo 3 giorni ha avuto la
prima crisi epilettica.
Ricoverata a Bologna le e' stato diagnosticato epilessia
parziale e messa in terapia con Tegretol CR 400 che
assume tutt'ora. Nel 2000, dopo aver saputo che i
vaccini portano a queste conseguenze, ho fatto
domanda di
indennizzo, prima rigettata dalla CMO, ho fatto
ricorso al Ministero il quale in Marzo 1004 ha
riconosciuto il danno da vaccino.
Se hai delle prove fai anche tu domanda di indennizzo,
NON lasciare perdere, abbiamo messo al mondo dei figli
sani e per COLPA dei VACCINI
si sono ammalati.
Ti sono vicino e so cosa provi, ti abbraccio Paola.
Confermo che per tale correlazione tra
vaccinazione ed
epilessia,
esistono numerose sentenze, e stiamo seguendo
numerosi casi sia di indennizzo che di risarcimento.
Ricordo a tutti infatti che oltre all'indennizzo
previsto dalla L. 210/1992, vi è anche il risarcimento
dei danni secondo il codice civile.
Avv. Luca Ventaloro
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Il
Bugiardino"
originale
inglese
del vaccino Engerix B,
e'
diverso da quello italiano
!
GlaxoSmithKline e una volta
sul sito cliccare Engerix-B, compare la scheda
tecnica in formato PDF.
http://www.gsk.com/
Scheda di presentazione
dell'Engerix B (vaccino per l’Epatite
B) fornita dalla ditta
produttrice
(traduzione dal “bugiardino” originale
inglese)
".....Sono stati riportati altre effetti collaterali durante
l'immissione in commercio dell'Engerix B.
......Questi sintomi sono descritti qui sotto allo scopo di mettere in guardia
i medici ":
……sistema nervoso: sincope; paresi; neurite ottica; sclerosi
multipla; convulsioni; sistema respiratorio: broncospasmo e sintomi
simil-asmatici................
(abbiamo riportato solo una piccola PARTE di questi effetti
“collaterali”…..indicati nel bugiardino....)
Commento NdR:
Dopo queste affermazioni ufficiali della ditta produttrice, com'è
ancora possibile sostenere che il vaccino per l’epatite B non ha
nessuna relazione con la sclerosi multipla e/o altre malattie del
sistema nervoso ?
Come mai i medici delle ASL continuano a negare queste relazioni ?
Come mai non mettono in guardia i pazienti informandoli su questi ed
altri pericoli ?
http://www.sb.com/prescribing_information/2000.cgi?drug=eb&from=../products/usva.html&fromname=
Products+and+Services:+United+States+Vaccines
Phosphate d'Aluminium (presente nel vaccino
per l'Epatite B ) iniettato via intramuscolare genera la
Myofasciite a Macrophages = una specie di malattia
auto-immune per intossicazione da Phosphate d'Alumininio......
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L'Epatite B e' stata
"inventata" con
il vaccino per la
Polio Sabin = visionare
le comprovanti statistiche
Istat
!
Cosi come la Meningite e' stata inventata dai vaccini per la
Polio
+ EpatiteB !
Ecco una notizia bomba sui
Danni dei Vaccini,
la notizia viene dalla Francia sulla rete TFI:
Epatite B: dei responsabili dei laboratori
messi sotto inchiesta.
Quattordici anni dopo la campagna nazionale di
vaccinazione contro l'epatite B, i responsabili di due
laboratori che hanno messo a punto e commercializzato il
vaccino, sono stati messi sotto inchiesta per
"inganno aggravato"per non aver dichiarato
l'insieme degli effetti secondari supposti.
Le due multinazionale sono:
Glaxo SmithKline & Avensis
Pasteur
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EPATITE B
In tutto il mondo, è
obbligatorio solo in Italia e Grecia il vaccino per l'epatite B,
pensiamo sia bene sottolinearlo, questo, grazie ad
una tangente che l'ex Ministro De Lorenzo ha intascato
(per questo è stato giudicato e condannato).
Non sappiamo se Lei giudica in modo favorevole questa
prassi, pensiamo, proprio di no !
Troverebbe all'ora serio che noi facessimo vaccinare
nostro figlio solo perché bisogna giustificare una
tangente ?
Oltre a questa ridicola
situazione Le sottolineiamo alcune cose molto più serie:
è un vaccino non studiato. MANCANO GLI STUDI SCIENTIFICI
PER CONOSCERE GLI EFFETTI COLLATERALI DEL VACCINO ANTI -
EPATITE B
Il CDC (Centro Americano di
Controllo delle Malattie) di Atlanta non è in grado di
fornire nessun studio INDIPENDENTE sulla sicurezza del
vaccino anti- epatite B
La Notizia
Come riportato da Croft Woodruff , in una lettera
alla mailing-list di vaccine information and awareness
(23 sep 1998 07:55:29 -0700, From:karin schumacher ), il
21 settembre 1998 si è svolto a Vancouver (Canada) un
forum aperto al pubblico sulle vaccinazioni.
I rappresentanti del CDC di Atlanta non hanno potuto
fornire "nessun studio a lungo termine in doppio cieco,
condotto da ricercatori indipendenti dalle ditte
farmaceutiche, che sostengano la sicurezza di questi
vaccini.
Triste a dirsi, semplicemente non esistono ( "any long
term double blind studies, conducted by researchers
independent of the vaccine manufacturers, which support
the safety of these vaccines. Sadly, they simply do not
exist.")
Commento
1. il CDC di Atlanta (USA) è unanimemente
considerato l'istituzione ufficiale più prestigiosa con
competenza specifica nel campo delle vaccinazioni.
L'orientamento generale di questa istituzione e
nettamente a favore delle vaccinazioni.
2. Nello specifico, il CDC di Atlanta ha sempre
sostenuto l'efficacia e la sicurezza del vaccino anti
epatite B, affermando che i vantaggi della vaccinazione
sono sicuramente molto superiori agli effetti
collaterali del vaccino.
3. Gli studi scientifici che permettono di conoscere gli
effetti collaterali dei farmaci sull'uomo sono studi -
LONGITUDINALI IN DOPPIO CIECO CON GRUPPO DI CONTROLLO.
Cosa significa questa espressione ? Si tratta di studi:
LONGITUDINALI: gli effetti dei farmaci sono seguiti per
lungo tempo. Poichè i vaccini producono modificazioni
permanenti del sistema immunitario, questi studi devono
essere seguiti per anni. IN DOPPIO CIECO con gruppo di
controllo: significa che nello studio vi sono 2 gruppi
di persone: il primo gruppo assume il farmaco che si sta
studiando, il secondo un placebo (per es. una compressa
che sembra il farmaco, ma che in realtà è sostanza
inerte). Nessuno dei due gruppi sa se sta assumendo il
farmaco od il placebo. Ciò permette di studiare gli
effetti del farmaco dividendoli dagli effetti derivanti
dalla suggestione psicologica.
4. Inoltre, questi studi sono tanto più affidabili
quando sono condotti da ricercatori indipendenti dalle
ditte che producono i farmaci: in una recente rassegna
su una delle più importanti riviste medico-scientifiche,
il British Medical Journal, si riporta che i ricercatori
sono finanziati nel condurre gli studi dalle ditte
farmaceutiche, QUESTO FATTO CONDIZIONA LE CONCLUSIONI
DEGLI STUDI NEL 90% DEI CASI (Beyond conflict of
interest Transparency inthe key (oltre il conflitto di
interesse la chiave è la trasparenza). BMJ 1998;
317:291-292 (1 august)
5. In base alle considerazioni precedenti, gli unici
studi affidabili per conoscere gli effetti collaterali
delle vaccinazioni (e degli altri farmaci) sono appunto:
gli studi longitudinali, in doppio cieco con gruppo di
controllo, condotti da ricercatori indipendenti.
Sull'epatite B (e sugli altri vaccini) esistono questi
studi ?
6. La ditta produttrice (Merck & co) di uno dei due
vaccini anti-epatite B, il RECOMBIVAX HB (in commercio
anche in Italia), dichiara sulla documentazione
ufficiale (scheda tecnica) del vaccino: "in un gruppo di
studi 1636 dosi di Recombivax HB furono somministrati a
653 neonati e bambini (fino a 10 anno di età) che furono
controllati (per gli effetti collaterali) per 5 GIORNI
dopo la somministrazione" tratto dal PDR ed 1998 pag.
1742. Anche per l'altro vaccino anti epatite B esistente
l'ENGERIX B, sempre la ditta produttrice (smithkline
beecham) dichiara che, in studi analoghi, gli effetti
collaterali furono controllati per 4 GIORNI (PDR ed 1998
pag. 2821).
Quindi per entrambi i vaccini anti-epatite in commercio
gli studi longitudinali sono stati compiuti per meno di
una settimana!!
Può sembrare incredibile ma purtroppo è la verità
(potete controllare direttamente le fonti)
7. A conferma di ciò, anche nel recente forum di
Vancouver, l'organizzazione più prestigiosa ufficiale
nel campo delle vaccinazioni, indicata, come referente
anche dal Ministero della Sanità Italiano, cioè il CDC
di Atlanta, non è stata in grado di fornire nessun
studio longitudinale, in doppio cieco con gruppo di
controllo, condotto da ricercatori indipendenti, sugli
effetti collaterali del vaccino anti epatite B.
8. Poiche' quindi è evidente che questi studi, gli unici
in grado di dare dati certi sugli effetti collaterali
dei vaccini, non esistono, si può concludere che i
vaccini sono farmaci poco studiati negli effetti
collaterali e quindi non sicuri: basta ciò a rendere
improponibile l'obbligo delle vaccinazioni: come si può
obbligare una popolazione ad assumere un farmaco non
adeguatamente sperimentato?
NB: Le dosi da somministrare
per "immunizzare" contro la malattia dell'epatite B sono
tre. A questo proposito ci chiediamo come mai negli
studi del Recombivax HB mancano 323 dosi?
(653 tra neonati e bambini X 3 dosi= 1959,
somministrazioni totali= 1636 e le rimanenti 323)
Valuti, un insignificante
particolare: rispondendo alle domande dei genitori , sui
problemi che può causare il vaccino anti epatite B, la
ULSS indica solitamente solo due o tre effetti
collaterali lievissimi ( come febbre, cefalea ,
inappetenza ).
La scheda italiana del vaccino approntata dal Ministero
della Sanità riporta , invece, una ventina di effetti
collaterali; la scheda americana redatta dalla casa
farmaceutica produttrice del vaccino Engerix B (
commercializzato anche in Italia) e contenuta nel libro
farmaco Usa ( il PDR) riporta invece circa ottanta
reazioni avverse, tra cui patologie degenerative del
sistema nervoso ( es: sclerosi multipla) , patologie
cardiovascolari, dell'apparato respiratorio, del fegato,
dei muscoli, del sistema immunitario ecc ecc.
Ora se Lei considera che le tangenti hanno il loro
significato , è bene che in Italia queste malattie non
vengano segnalate altrimenti come si può giustificare un
simile vaccino?
Domande
Nel Piano Sanitario Nazionale
1998 - 2000 il vaccino anti epatite B non è neppure
menzionato. Come mai ?
L'Epatite B stava già scomparendo, prima
dell'introduzione della vaccinazione grazie a semplici
precauzioni igieniche : infatti l'utilizzo di siringhe
monouso , il miglior controllo del sangue per le
trasfusioni e altre misure igieniche preventive avevano
fatto diminuire di oltre il 90% i casi di epatite B nei
25 anni precedenti la vaccinazione obbligatoria.
La trasmissione di questa
malattia avviene principalmente tramite siringhe
infette, trasfusioni con sangue infetto e per via
sessuale. Un bimbo di 2-3 mesi fa sesso? Si droga? Se ha
bisogno di trasfusioni, pretendiamo che il sangue non
sia infetto!!! Perché vaccinare un bimbo? Valgono solo
le tangenti?
Immunità temporanea
La durata dell'immunità indotta dal vaccino è incerta:
compresa tra i 3 e i 7 anni a seconda degli autori (la
serietà scientifica).
Il vaccino può indurre la comparsa di altre varietà del
virus.
Il vaccino anti epatite B è
oggi in grado di evocare una risposta di anticorpi
protettivi (anti HBs) nel 90%-95% dei vaccinati.
Ma anche quando il titolo anticorpale sembra ottimale,
non si può essere del tutto certi sulla definitiva
protezione nei confronti del virus B.
Il virus, fattosi "furbo", potrebbe infatti creare
qualche mutante capace di aggirare le difese
dell'ospite. E questa non è solo teoria: è anche merito
di alcuni scienziati italiani, in collaborazione con un
gruppo di inglesi, aver dimostrato che questo evento si
verifica realmente.
Di 1590 soggetti vaccinati a partire dal 1982 e seguenti
anni, 44 conviventi con portatori di HbsAg e con
apparente buona risposta al vaccino, hanno comunque
contratto un'infezione da virus B, documentata dalla
comparsa di marker addizionali della replicazione
virale.
Lo studio approfondito di uno di questi casi (un neonato
di madre HbsAg positiva) ha evidenziato che il virus in
gioco era un mutante del virus B, nel cui genoma vi era
una sequenza nucleotidica diversa da quella presente
nella madre. Si tratta di una mutazione puntiforme (adenosina
al posto di guanosina) che interessa il nucleotide in
posizione 587 e che si traduce in una sostituzione
aminoacidica da glicina ad arginina del determinante
antigenico "a" dell'HBsAg.
L'anticorpo anti HBs evocato dal vaccino non è in grado
di "bloccare" efficacemente questa variante di HBsAg
presente sulla superficie del virus mutante e tale virus
ha perciò via libera per aggredire l'epatocita. (Lancet
336:335, 1990)
Il vaccino anti epatite B,
da la risposta immunitaria diforme da quella creata
dalla malattia, come mai questa differenza? "In persone
con infezione superata si trovano sia l'anti-HBs che l'anti-HBc,
mentre solo l'anti-HBs è presente in soggetti
immunizzati con il vaccino per l'epatite B.
(Red Book 1997 pag. 202)
Anche un lotto di vaccino
anti epatite B è stato ritirato dal commercio, e ne è
stata ordinata la distriuzione, perché non idoneo ad
essere somministrato agli esseri umani (di questo fatto
nessuna autorità si è minimamente interessata a
farglielo sapere).
Se le interessa, di questo lotto non si è a conoscenza
di quanti vaccini sono stati somministrati e a chi.
Nessuno si è interessato di fare delle indagini, tanto
sono i figli degli "altri".
Questo succede nonostante le
autorità sanitarie competenti garantiscano un super
controllo dei lotti di vaccino, per cui non dovrebbero
esistere mai e poi mai problemi di alcun genere.
Ricordiamo che questi prodotti vengono iniettati a
bambini di tre mesi.
Dopo circa otto anni, è
stato deciso che le dosi da somministrare ai ragazzi tra
gli undici e i dodici anni, poteva essere quella
pediatrica e non quella per gli adulti.
Si può solo dedurre che stanno facendo le prove della
funzionalità di questo vaccino sui nostri ragazzi e
senza chiedercene il consenso.
Il vaccino anti epatite B è
a DNA ricombinato, attualmente è molto difficile
considerare (perchè non prevedibili), gli effetti di
PLEIOTROPIA (la proprietà di un gene di influenzare due
o più caratteri anzichè uno solo, come generalmente
avviene) Questo problema è fortemente dibattuto nella
comunità scientifica a propositi delle piante modificate
geneticamente, considerando che una pianta ha una
struttura cellulare molto meno complessa di un essere
umano, che conseguenze può avere su dei bambini?
Questi risultati li vedremo tra 20-30 anni e sicuramente
saranno più dannosi del vaccino anti polio.
In uno studio condotto
recentemente in Inghilterra, il ricercatore ha nutrito
due gruppi di cavie, uno con patate modificate
geneticamente, l'altro con patate "normali".
I risultati sono stati sconvolgenti, le cavie nutrite
con patate modificate geneticamente avevano il sistema
immunitario sconvolto, ed erano ammalate.
Le altre nutrite con patate "normali" stavano bene.
(N.B. Il ricercatore ora è disoccupato, la realtà da
solo fastidio)
"Una patata manipolata ha
stroncato topi-cavia"
Arpad Puszai era un
tranquillo ricercatore di origine ungherese. Lavorava al
Rowett Institute di Aberdeen (Gran Bretagna) ed era
molto stimato per le sue ricerche sulle biotecnologie,
soprattutto nel campo della nutrizione e del
metabolismo.
Almeno sino a quando non ha deciso di rompere il
silenzio intervenendo a una trasmissione della BBC sui
rischi dei prodotti geneticamente modificati (Ogm).
Rivelò in diretta tv che nella sperimentazione di un
nuovo tipo di patata transgenica, al Rowett Institute,
aveva scoperto che i topi a cui era stata fatta mangiare
la patata, avevano subito, dopo qualche mese, danni
rilevanti al sistema immunitario.
Il giorno dopo la trasmissione il direttore del Rowett
Institute licenzia Puszai e, in una conferenza stampa,
tenta di dimostrare che l'effetto delle patate sui ratti
non era da legarsi alla manipolazione genetica bensì a
"cause accidentali".
Quali danni dunque sono stati riscontrati nei topi da
laboratorio ? Lo chiediamo ad Arpad Puszai.
"Sono diversi i danni riscontrati. I giovani topi non si
sono più sviluppati nei tessuti e nel sistema endocrino
e immunitario. Al punto che alcuni organi non si sono
formati. Erano risultati che, riscontravo nella
sperimentazione, esprimendo preoccupazione, come ho
fatto nell'intervista alla BBC.
Dobbiamo considerare che nessuno dei cibi geneticamente
modificati, come il mais, la soia, i pomodori, sono
stati studiati in modo approfondito come è avvenuto con
la patata. Con la differenza che quei prodotti erano già
in commercio in Gran Bretagna.
Ecco perché ho ritenuto di esprimere le mie
preoccupazioni perché ero convinto (e lo sono) che quei
prodotti contengano rischi potenziali per la salute".
Dopo questo clamoroso caso
il premier Blair ha deciso di rendere obbligatorie le
etichette sui prodotti Ogm. Cioè negozi, supermercati,
bar e ristoranti inglesi dovranno comunicare, con
etichette e cartelli, che si tratta di prodotti biotech,
con relativo elenco nutrizionale. Ma tutto questo potrà
servire ?
"Penso che servirà ad
informare i consumatori. E' un passo nella direzione
giusta, anche perché fino a poco tempo fa ci veniva
detto che era impossibile separare i cibi Ogm da quelli
non geneticamente manipolati.
Il prossimo passo dovrà essere quello delle etichette
più dettagliate in modo che il consumatore possa
decidere".
In sostanza il consumatore è
troppo poco informato.
Non sa quasi nulla sui rischi dei prodotti transgenici,
neppure su eventuali allergie che possono provocare ?
"Esatto.
Esiste un problema di etichettatura che permette di
stabilire l'origine del gene utilizzato per produrre
questo cibo.
Naturalmente questo non basta.
Sono ormai convinto che sarebbe opportuno evitare del
tutto gli Ogm nella catena alimentare umana.
Purtroppo però una serie di questi prodotti si trovano
già in commercio.
E' importante quindi che la identificazione e la
comunicazione venga fatta ai consumatori.
In Gran Bretagna anche i bar piccolissimi hanno
l'obbligo di indicare sul menù i cibi prodotti con la
bioingegneria; se non lo fanno sono passibili di multe
sino a 5000 sterline.
Le leggi severe dunque esistono ma, mi chiedo, come fa
un piccolo ristoratore a svolgere test genetici ?".
I prodotti transgenici
possono provocare anche delle resistenze agli
antibiotici che vengono comunemente utilizzati per
combattere diversi tipi di malattie ?
"Vi sono indicazioni
scientifiche chiare in tal senso. Nell'istituto dove
lavoravo sono stati compiuti studi specifici. E'
risultato, ad esempio, che il gene, che è il marcker
della resistenza antibiotica, può essere attaccato dai
batteri che sono presenti nel nostro cavo faringeo e nel
sistema digerente. Quindi, tramite questi batteri si può
diffondere la resistenza agli antibiotici.
Questi batteri possono addirittura scambiare i geni.
In altre parole, esiste il rischio che questa condizione
si diffonda colpendo tutti i batteri, compresi quelli
che si trovano, ad esempio, nei complessi ospedalieri.
Tutto questo, purtroppo, non è fantascienza, ma realtà
scientifica".
Vi sono anche dei vantaggi
che possono derivare ai consumatori o i vantaggi sono
solo per gli agricoltori, i produttori di sementi e
dell'industria agro-alimentare in genere ?
"L'introduzione di sementi
derivanti dalla bioingegneria non è determinata da
ragioni scientifiche ma esclusivamente economiche: le
aziende volevano lucrare di più e quindi hanno messo a
punto quelle sementi. I benefici presunti, pubblicizzati
dalle aziende, sono molti.
Non ultimo affermano di volere in questo modo combattere
la fame nel mondo.
Ma si tratta solo di ipotesi, di teorie, perché è
impossibile oggi stabilire quanto possano essere vere
queste affermazioni.
Una cosa però è certa: per il consumatore europeo non
c'è alcun vantaggio. In Europa il consumatore viene
utilizzato come cavia dopo sperimentazioni molto
approssimative.
I cibi transgenici non sono più sani, non sono migliori,
non danno alcun vantaggio.
I vantaggi veri li hanno solo le aziende poiché neppure
gli agricoltori riescono a ottenere benefici dalle
banche di sementi create dalla grande industria".
By
Il Gazzettino
12/11/2000
Il Dott. Stefan LANKA,
virologo e biologo molecolare dell'Associazione
Internazionale Re.G.I.Med. dice: "Le affermazioni della
così detta ingegneria genetica non corrispondono alla
realtà biologica perché la sostanza manipolata
rappresenta un grande potenziale pericolo paragonabile
alla radioattività incontrollata"
Ci permettiamo di ricordarLe
un altro piccolo inconveniente creato dalle
vaccinazioni: il vaccino anti polio ha inserito nel
genoma umano un virus della scimmia che sta creando
"sterilità" quando va bene e tumori, però uno non ha
preso la polio (in compenso ha un cancro)
Inchiesta su un Vaccino
molto controverso
Il Dr. Philippe Jakubowiez
non milita contro i vaccini.
Egli non appartiene ad alcuna lega, non è settario e non
fa alcun discorso fanatico.
La presentazione di questo uomo richiede una certa
precauzione, poiché l’industria farmaceutica è sempre
pronta a denigrare coloro che osano a mettere in
discussione le sue certezze.
L’industria ne fa dunque un ritratto del tutto
differente: è il diavolo in persona, un pericoloso
attivista che impedisce di vaccinare contro l’epatite B,
e colui che così facendo discredita la vaccinazione in
generale. Infatti, nonostante l’aspetto smagrito, le
dita allungate dalla malattia, il viso emaciato, questo
giovane medico da’ fastidio.
Egli ha fondato l’associazione Revahb (Rischi da vaccino
per epatite B) che in un anno ha recensito 1.000 persone
che si stima siano vittime di gravi danni, conseguente
alla vaccinazione contro l’epatite.
L’esistenza di questi
ammalati, non ebbe che il frutto di dicerie, di
maldicenze?
Sì, affermano i fabbricanti di vaccini.
Sicuramente afferma il CDC (Centro americano per il
controllo delle malattie), il cui studio ha realizzato
su domanda della Merek Sharp Daum, partner americano
della Pesteur-Merieux, assolve il vaccino.
Assolutamente, proclama l’Organizzazione Mondiale della
Sanità, promotore nel 1991 delle campagne di
vaccinazione.
Nel suo bollettino, il "Relevè epidemiologique
hebdomaire de la santè", l’O.M.S. stigmatizzava già nel
maggio 1997 "la stampa popolare e la televisione
francese, che hanno divulgato delle voci che stabilivano
un possibile legame tra la vaccinazione contro l’epatite
B e dei nuovi casi di incremento della sclerosi a
placche e di altre malattie demielinizzanti ...." è
probabile che queste voci arrecheranno un grave torto a
dei grandi programmi della sanità pubblica.
Dopodiché aumentando il
numero dei malati il discorso si è un poco addolcito:
"non possiamo certo negare che questa gente soffra.
Ma nulla vi prova al momento che vi sia un legame tra le
malattie e la vaccinazione contro l’epatite B.
I soli problemi chiaramente identificati negli Stati
Uniti, sono degli arrossamenti e la perdita di capelli !
L’industria farmaceutica è esperta in materia di vaccini
ma, visto che essa ha degli interessi commerciali, non
le si crede", afferma il Dr. Patrick Poirot, direttore
marketing della Pasteur - Merieux MSD.
Per valutare la fondatezza
di una vaccinazione, bisogna tenere in considerazione i
benefici che si attendono da questa, in termine di
sanità pubblica, e i rischi.
L’epatite B è una malattia virale particolarmente grave
in forma acuta "fulminante" (30 casi all’anno).
Essa presenta anche altri
tipi di pericoli a scadenza più lunga: L’infezione può
diventare cronica, il fegato del malato si distrugge
lentamente sotto l’effetto di una cirrosi o di un
cancro.
Non essendo la sua denuncia obbligatoria agli organi
della sanità è difficile valutare la frequenza della
malattia nella popolazione. Noi non abbiamo altro che
delle stime.
"Noi ci appoggiamo sui dati che ci forniscono i medici
generali della Sentinelle, e sulle statistiche che
provengono dalla Inserm (Institut national de la santè
et de la recherche médicale) e dall’unita di sanità
pubblica di Lione, che centralizza i risultati delle
analisi del sangue praticati nei laboratori della
regione.
Queste cifre sono evidentemente imprecise", riconosce il
Pr. Jacques Drucker, direttore del Rèseau national de
santè publique.
Nell’incertezza, cosa fanno
gli epidemiologi? Moltiplicano per tre le statistiche
raccolte, con gli ultimi dati disponibili al 1996, danno
una stima di 9.000 nuovi casi annuali di epatite, 900
malati soffrono di infezione cronica, ed un terzo di
questi avrà, tra 20 anni, una cirrosi che evolverà in
cancro per un paziente su due: ci sarebbero così 100.000
francesi affetti dalla forma cronica di epatite.
Essi appartengono per la maggior parte a ciò che i
medici chiamano "gruppi a rischio": personale medico,
omosessuali, eterosessuali dai numerosi partner,
tossicomani che si iniettano la droga per via venosa e
pazienti vittime di trasfusioni di sangue infetto.
Principali responsabili: il sangue e lo sperma.
"Non bisogna drammatizzare: non è una malattia che si
prende a tutti gli angoli della strada", precisa
prudentemente Jacques Drucker.
Ecco un discorso moderato
che ha fatto acqua crudelmente, nel 1994, quando
Philippe Douste-Blazy, Ministro della Sanità, lanciò la
campagna di vaccinazione dei bambini.
La lotta contro l’epatite B avrebbe dovuto lasciare un
segno nella storia della Sanità, ma per giustificare la
sua scelta, il ministro ha mentito, ha gonfiato le
cifre: L’epatite B conta 40.000 contaminazioni all’anno
toccando principalmente i giovani",> affermò a
Libèration, il 4.9.1994.
Le stime date dal Reseau national de la santè si
aggiravano attorno agli 8.000 nuovi casi annui che,
anche se moltiplicati per tre (secondo la regola) non
pareggiavano il conto.
Philippe Douste-Blazy ha
anche fatto degli errori di linguaggio annunciando nel
Le Quotidien du medècin (11.12.1994) uno stradicamento
della malattia nell’arco di 20 anni con la vaccinazione,
vaccinando ogni anno 500.000 allievi della classe sesta.
l’OMS non si è mai fissata un tale obbiettivo.
Sarebbe stato necessario in
primo luogo la protezione dei bambini dell’Africa e
dell’Asia, dove l’epatite B è un flagello, ma dove
solvibilità degli abitanti è quasi nulla, "se si
considera che l’epatite B è un grave rischio per la
sanità pubblica e se l’OMS ha raccomandato di vaccinare
i bambini, compresi i paesi di poca endemia, come la
Francia, è compito del Ministero della sanità
organizzare questa campagna" si giustifica oggi Philippe
Douste-Blazy, anch’egli medico.
Erano necessari simili oltraggi, che hanno irritato i
medici tra i più disposti riguardo alle vaccinazioni?:
"Condanno fermamente queste pratiche contrarie ad una
politica della sanità adeguata, dichiara il Pr. Alain
Fisch dell’Ospedale di Villeneuse-Saint Georges
(Valde-Mane ).
"È’ stata condotta una
campagna barbara. Sono state violate le coscienze delle
persone.
Anche le stesse nonne di 80 anni venivano a reclamare il
loro vaccino!".
Solo nel 1988 appaiono sul
mercato i vaccini nuovi contro questa malattia, sono
sintetici, derivati da ingegneria genetica, e quindi
sprovvisti di rischio di infezioni, dubbio che aveva
pesato sui primi prodotti fabbricati a partire dal
plasma dei portatori cronici del virus.
Ad oggi, non esiste più alcun rischio del genere,
Pasteur - Merieux MSD e Smithkline Beccham, che si
dividono il mercato, d’altra parte sostengono con
decisione la sicurezza delle loro scoperte.
Compiono numerose azioni lobbystiche, anche nei
confronti dell’OMS, sponsorizzando congressi
internazionali. E’ così che la bilancia pende a favore
delle vaccinazioni.
Esiste è vero una malattia
grave: "tra 150 milioni di persone infettate nel mondo,
un milione di decessi annui", insiste il Dr. Marc Kane,
responsabile della lotta contro l’epatite dall’OMS. Nel
1991, gli esperti del programma di vaccinazione elargito
optano per un’ampia immunizzazione contro l’infezione.
Essa dovrà essere effettiva nel 1995 nei paesi
fortemente a rischio e nel 1997 negli altri.
La Francia anticipa il calendario e, dal 1991, la
vaccinazione diviene obbligatoria per i professionisti
della salute. Essa è raccomandata per le persone
trasfuse e per i bimbi nati da madri infette. Saggia
decisione.
Ma nulla obbligava che ci si precipitasse a vaccinare
nelle scuole: certo l’Italia precede di poco la Francia,
essendo l’epatite B frequente nelle regioni del Sud.
I medici si sono allarmati per la recrudescenza della
malattia di Guillain-Barré - un’affezione neurologica -
riscontrata nella popolazione vaccinata, ma la questione
è stata dimenticata molto presto. La Gran Bretagna e i
paesi nordici hanno per contro, resistito alle
sollecitazioni dell’OMS, ma in Francia le pressioni
degli industriali sono forti.
Smithkline Beccham, per esempio, ha preparato il terreno
con cura. "Abbiamo iniziato gli studi sul pericolo
dell’epatite", conferma Michelle Auclère, responsabile
della comunicazione e di dare come esempio i lavori
condotti su malattie sessualmente trasmissibili
all’ospedale di Saint Louis a Parigi, "essi hanno
rilevato che nel 25% dei pazienti erano infettati dal
virus dell’epatite B.
Ciò ha reso possibile valutare il rischio che corrono
gli adolescenti", afferma direttamente Michelle Auclère.
Difficile sfuggire al
martellamento.
Si può vedere tutto il
rigore scientifico della procedura !
D’altra parte il fine è altrove: drammatizzare, rendere
evidente la necessità di proteggersi.
I laboratori Pasteur - Merieux MSD si fanno carico, essi
stessi, dell’informazione ai medici generali. Da parte
sua, il ministero ha investito 15 milioni di franchi
nella campagna per la vaccinazione: spot televisivi,
messaggi radio, libretti informativi nei giornali per i
giovani. Difficile sfuggire al martellamento.
La campagna è stata condotta così bene che CB News,
rivista specializzata in comunicazione, si interroga nel
suo numero del 20 novembre 1995: "Si può vendere il
vaccino come una bibita gassata?" La risposta è
consistente in questa analisi: la campagna del ministero
sfrutta dei cliché che non sarebbero rifiutati dalla
Pepsi o dalla Decathlon. Il martellamento non è solo
insistente: alimenta la confusione. Molti adolescenti,
così come i loro genitori, credono che si tratti di una
vaccinazione obbligatoria.
Molti credono che il vaccino serva anche a proteggersi
dall’AIDS, visto che le due infezioni sono spesso
collegate. I medici del lavoro, da parte loro, aumentano
la confusione e vaccinano a ruota libera tutti i nuovi
impiegati.
Conseguenza: quasi la metà dei francesi sono immunizzati
contro il virus dell’epatite B.
Per il bene della maggior parte di essi.
Ma in questo concerto di
lodi resta una domanda: può il vaccino avere conseguenze
gravi?
Non possiamo ignorare una domanda del genere. Un
migliaio di persone che si lamentano, è statisticamente
poco rispetto al numero di dosi vaccinali somministrate.
E’ molto, dal momento in cui si considera la gravità
delle affezione delle quali soffrono.
Come valutare, quindi, i
rischi possibili della vaccinazione?
La risposta è in forma di truismo: in primo luogo senza
negarli. Gli esperti del Comitato tecnico delle
vaccinazioni (CTV), riunitisi la settimana scorsa, hanno
infine ammesso l’esistenza di ammalati, nonostante si
siano decisamente schierati a favore del proseguimento
della campagna. "Il CTV ha preso conoscenza del numero
di casi di manifestazioni neurologiche, di patologie
autoimmuni e di affezioni ematologiche riportate nel
quadro della farmacovigilanza.
Il numero di notifiche si eleva, al marzo del 1998, a
271 persone colpite da demielizzazioni centrali, 160
patologie autoimmuni e 107 ematologiche".
Casi ufficialmente esaminati dall’Agence du medicamènt,
e ad essa riportati dai medici e dalle industrie. Questo
registro non è verosimilmente esaustivo.
Nel maggio 1997, gli autori dell’articolo contro
l’epatite B, pubblicato nel Relevé épidémiologique
hebdomadaire de la santè, che escludevano qualsiasi
rischio, ammettevano tuttavia prudentemente: "La
dichiarazione passiva delle reazioni collaterali è
tuttavia debole".
Cosa che tradotta in parole chiare, significa che i
medici segnalano raramente questi problemi
apparentemente conseguenti alla vaccinazione.
In primo luogo per cattiva informazione: per lungo tempo
essi hanno avuto a disposizione informazioni che
provenivano solo dalle industrie. Per ragioni
psicologiche, poi: come immaginare che un "vaccino per
la vita" - slogan della Pasteur-Merieux MSD - possa
avere delle conseguenze così gravi?
Si dovrebbe quindi moltiplicare per 10 il numero delle
persone affette.
Questo calcolo è stato effettuato dal Pr. Bonnie Dunbar,
specialista di biologia molecolare alla scuola di
medicina di Houston, in Texas.
Da un anno, in silenzio, questa dottoressa, che si
interessa in modo particolare ai vaccini, cerca di far
luce sulle strane malattie di cui soffrono alcune
persone del suo ambiente che si sono fatte vaccinare
contro l’epatite B.
La Food and Drug Administration (garante della sicurezza
dei farmaci ) le ha affidato 30.000 dossier medici di
persone che avevano presentato degli effetti
collaterali.
L’analisi di questi casi è appena cominciata e non tutti
saranno coinvolti.
Ma la discussione, che sembrava essere confinata alla
Francia, rischia di scoppiare anche negli Stati Uniti.
Il Pr. Dunbar, che ci ha
trasmesso la sua corrispondenza con il Dr. Marc Kane,
tenta di impostare il dibattito all’interno di un quadro
scientifico. Si interroga: questo vaccino, preparato da
una proteina dalla superficie di un virus (antigene HBS
), non riprodurrebbe le stesse malattie autoimmuni di
quelle che si osservano nel corso delle infezioni virali
naturali? Una questione di fondamentale importanza.
Il virus dell’epatite B può, in effetti, provocare dei
problemi nelle difese dell’organismo. Il sistema
immunitario dell’ammalato va in tilt, diventa cieco e
distrugge certe parti del corpo che dovrebbe proteggere.
Dei medici francesi hanno catalogato queste malattie
autoimmuni in un articolo pubblicato nel 1995 dalla
Revue du praticien. Stranamente, ritroviamo tutte le
distruzioni di fibre nervose, le demielizzazioni, le
malattie di Guillan - Barrè, le arterie nodose e i
lupus, dei quali si lamentano, tra gli altri mali, le
persone vaccinate.
Gli studi scientifici sono ancora terribilmente
insufficienti. Solamente la concordanza dei tempi (i
sintomi sono apparsi nei malati nelle settimane seguenti
l’inoculazione ) fa sospettare il vaccino.
Alcuni studi condotti dal Pr. Alperovitch all’ospedale
de la Pitiè - Salpetriere permetteranno di fare luce
sulle demielizzazioni, le malattie dovute alla
distruzione della guaina di mielina, una sostanza
necessaria alla trasmissione dell’impulso nervoso, che
si concretizzano nella perdita della sensibilità e nella
paralisi. Il Ministero della Sanità si impegna a rendere
pubblici i risultati.
Prevale ancora il dubbio
scientifico, ma qualche segnale annuncia il cambiamento:
la lista completa degli effetti nefasti del vaccino
contro l’epatite B sono già stati scritti nel Vidal, il
dizionario dei farmaci a disposizione di tutti i medici.
Alcuni malati hanno ricevuto dal Ministero della Sanità
delle proposte di indennizzo. E gli esperti incaricati a
studiare i dossier delle persone affette sono a favore
di un legame tra malattia e la vaccinazione.
Una sentenza favorevole di cui ha beneficiato Viviane
Gaudry.
Infermiera di formazione, Viviane insegna scienze
medico-sociali in un liceo quando il rettorato di
Parigi la convoca per la vaccinazione, divenuta
obbligatoria per le professioni sanitarie.
Ella non esita nemmeno un istante. "Mi sono sempre
impegnata a favore delle vaccinazioni; all’inizio della
mia carriera ho lavorato per l’OMS in Africa".
E’ in occasione della seconda iniezione che appaiono i
primi problemi. In principio dei semplici formicolii
alle dita, che durano un mese. Poi la situazione si
aggrava brutalmente:
paralisi, dolore lancinante, vista sdoppiata. Diagnosi:
arteria nodosa, una malattia autoimmune.
Tre giorni dopo la sua ammissione all’ospedale
Lariboisiere, i dottori gli domandano se è stata
vaccinata contro l’epatite B. Siamo alla fine del 1995.
Non hanno più fatto alcun riferimento al vaccino.
Anche Viviane stessa dimentica questa storia,
preoccupata solo della sua terapia molto pesante, che
comprendeva anche una chemioterapia anticancro, e della
sua rieducazione. Il suo unico scopo:
camminare ancora. Dopo mesi di sofferenza, si decide a
consultare uno specialista di medicina interna alla
Pitè-Salpetriere. Il suo verdetto: artrite nodosa
probabilmente legata alla vaccinazione.
Un neurologo dell’ospedale Saint-Joseph fa la stessa
analisi.
Infine, l’esperto designato dall’Education nationale,
uno specialista in malattie infettive, concorda sulla
diagnosi. "Sono un buon caso di giurisprudenza!"
ironizza Viviane.
La dimostrazione che, in certe circostanze, alcuni
medici non nutrono più grandi dubbi sulla responsabilità
del vaccino.
E che, come ogni decisione terapeutica, la vaccinazione
debba essere attentamente soppesata.
Traduzione da L’Express n.2442-23/29
aprile 1998.
Le stesse ditte
farmaceutiche che lo dichiarano e trascrivono nelle
schede tecniche della maggior parte dei vaccini che:
"non è stato valutato per questo vaccino il potenziale carcinogenico, mutagenico e i potenziali danni alla
fertilità"
tipo: Attenuvax, Comvax, M-M-R, M-M-Vax, Meruvax,
Mumpvax, Pedvax, Boostrix, Engirix B, Havrix, Fluarix,
Infarix, Pediarix, Twinrix, Menactra, Tetramune, Varivax,
Prevnar.
A tale proposito consigliamo di leggere i seguenti
documenti (si trovano anche nella sezione Documenti):
recombivax_pi.pdf
us_engerixb.pdf
Tratto da: Corvela.org
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
VACCINAZIONE OBBLIGATORIA per l'EPATITE B
Le BUGIE di DE LORENZO, BIANCO, CIRINO POMICINO
e SOCI
Quello che segue è il testo della
relazione introduttiva tecnica del disegno di legge "Obbligatorietà
della vaccinazione contro l’epatite virale B", presentato il 7
settembre 1990 alla Camera dei Deputati dal Ministro della sanità De
Lorenzo di concerto col Ministro della Pubblica Istruzione Bianco, col
Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica Cirino Pomicino e col
Ministro del Tesoro Carli.
In corsivo sono riportate
le note di commento critico al testo del Governo, redatte a cura
dell’Associazione per la protezione della Natura
(da Vaccinazioni perché ?, Macroedizioni, numero 1,
maggio 1995).
ONOREVOLI DEPUTATI !
L’epatite B,
com’è noto, ha in Italia un tasso di incidenza di 13 per 10.000, con due
milioni di sieropositivi, trecentomila casi di infezione e novemila decessi
ogni anno correlati a pregresse infezioni.
Le cifre di malati e morti sono
gonfiate: mentre De Lorenzo parla di 9.000 morti all’anno causati
dall’epatite B, le statistiche del Ministero della Sanità e dell’ISTAT
indicano per il 1988 e il 1989 circa 8.500 malati per tutti i tipi di
epatite. Poiché i malati di epatite B sono circa il 50-60% del totale, nel
1988 e nel 1989 c’erano al massimo 5.000 malati di epatite B in tutta
Italia. Questa, essendo trasmessa quasi esclusivamente attraverso il sangue,
colpisce prevalentemente adulti e anziani sottoposti a terapie mediche o che
si drogano. Solo il 3-5% dei malati è compreso tra 0 e 14 anni. Nel 1988 e
nel 1989 si sono quindi ammalati di epatite B circa 150-250 bambini minori
di 14 anni.
Il 90% dei malati di epatite B elimina il virus e guarisce senza
conseguenze; il 2-3% riporta invece gravi conseguenze, anche mortali.
Tutto ciò significa che stiamo vaccinando un milione duecentomila bambini,
con tutti i rischi collegati ad ogni vaccinazione più quelli specifici
della vaccinazione anti-epatite B, per tentare di prevenire gli effetti
negativi della malattia in una decina di bambini al massimo: 10 miliardi di
lire a bambino (e pensare che se un bambino o un adulto muoiono in seguito a
vaccinazione lo Stato riconosce un indennizzo di appena 150 milioni di
lire).
E’ questo il rapporto rischio-beneficio che i medici e gli esperti pongono
sempre a giustificazione delle vaccinazioni ?
Nell’ultimo decennio è stata
osservata una rilevante modifica dei fattori di rischio con una riduzione di
quello trasfusionale, ed un incremento di quello correlato alla iniezione di
droghe. La distribuzione geografica dell’infezione varia notevolmente,
caratterizzandosi per l’esistenza di aree iperendemiche, particolarmente
nell’Italia meridionale. I progressi compiuti in questi ultimi anni con
l’ingegneria genetica hanno consentito la realizzazione di un vaccino
praticamente privo di rischi, immunogeno, efficace, che consente quindi la
messa a punto di una strategia di vaccinazione di massa, anche per la
connessa diminuzione dei costi.
Si è così potuto conseguire un livello estremamente favorevole del
rapporto costo-beneficio e inquadrare la vaccinazione contro l’epatite B
come vaccinazione obbligatoria, in modo da contrastare efficacemente gli
attuali livelli italiani di endemia, tenendo altresì presente che causa
principale di infezione è il contagio interumano e in particolare quello
intrafamiliare tardivo, come avviene particolarmente nelle popolazioni
meridionali.
Relazione
Tecnica
(Articolo II-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7 della legge 23
agosto 1988, n. 362)
Nel 1983 è stata istituita in Italia
la vaccinazione contro l’epatite virale B in forma facoltativa e gratuita.
Essa è stata svolta dal 1983 ad oggi presso tutti i presìdi sanitari
esistenti sul territorio nazionale nell’ambito di programmi applicativi
regionali. L’offerta attiva della vaccinazione in argomento è stata
indirizzata a settori della popolazione a elevato rischio di contagio. Nel
corso della campagna vaccinale in parola sono stati immunizzati contro
l’epatite virale B oltre 600.000 cittadini italiani, di cui 110.000 nel
1989. L’onere relativo all’attività di cui trattasi è stato sostenuto
dalle regioni mediante propri stanziamenti gravanti sui riparti del fondo
sanitario nazionale.
Facendo riferimento ai costi rilevati nel 1989, l’onere relativo
all’acquisto del vaccino risultato dalla somma delle singole aste
regionali, può essere quantificato in lire 9.075.000.000. La spesa relativa
all’operatività vaccinale si riferisce a due ordini di prestazioni: lo
screening pre-vaccinale e l’inoculazione del vaccino nel vaccinando.
Per quanto riguarda il primo è necessario precisare che dal 1983 ad oggi
ogni operazione vaccinale doveva necessariamente essere preceduta dal
dosaggio sierologico dei marcatori HBV, al fine di scartare dal processo di
immunizzazione tutti quei soggetti che fossero risultati positivi per una
delle analisi svolte.
Il costo del predetto screening, effettuato in Italia nel 1989, è risultato
essere complessivamente di lire 14.846.700.000.
Poiché su 100 individui saggiati solo 60 risultavano negativi e quindi
vaccinabili, il peso economico dei restanti 40 - non vaccinabili perché
positivi - deve essere sommato al costo del singolo screening prevaccinale
che pertanto, da lire 14.846.700.000 lievita a lire 20.785.380.000. Per
quanto concerne l’aspetto economico dell’operatività vaccinale in senso
stretto, cioè del costo dell’inoculazione del vaccino e
l’organizzazione strutturale necessaria per il suo svolgimento, è
impossibile procedere ad una dettagliata analisi quantitativa dello stesso,
rientrando il tutto nell’ambito dell’organizzazione sanitaria delle unità
sanitarie locali, cui è stato affidato il compito della esecuzione
materiale dei cicli vaccinali.
In base quindi ai dati economici
sopra citati, inerenti sia al costo del vaccino sia al costo dello screening
prevaccinale, relativamente a 110.000 persone che sono state immunizzate nel
1989 è possibile affermare che la spesa sanitaria per l’immunizzazione
contro l’epatite virale B in Italia, svolta nel predetto anno in forma
facoltativa con i limiti valutativi sopra espressi, è stata di lire
29.860.380.000. Tale costo deve essere maggiorato del 20 per cento in
riferimento al maggior onere derivante dal trattamento differenziale delle
procedure vaccinali anti-HBV svolte a carico dei neonati da madre HBsAg
positiva e dei soggetti poco o nulla rispondenti alla somministrazione del
vaccino.
Infatti i nati da madre HBsAg positiva, nel numero di 16.000 ogni anno,
ricevono una dose di vaccino in più rispetto agli altri soggetti; gli ipo o
no responders, che costituiscono mediamente il 10 per cento dei soggetti
adulti vaccinati, praticano tre dosi di vaccino e tre dosaggi dell’anti-HBS
in più rispetto agli altri soggetti.
Pertanto il costo complessivo della vaccinazione antiepatitica B riferito al
1989 in Italia risulta essere di lire 35.833.140.000.
La spesa per vaccinare le categorie a
rischio prima della vaccinazione obbligatoria è gonfiata: viene calcolato
nella spesa l’esame di controllo del sangue che era obbligatorio fare
prima della vaccinazione ma che era già stato eliminato prima della
discussione della legge: in questo modo De Lorenzo, Bianco, Cirino Pomicino
e Carli fanno credere che la vaccinazione di 110.000 soggetti nel 1989 sia
costata quasi 36 miliardi di lire invece dei 9 miliardi effettivi.
La copertura del predetto onere è
stata sostenuta dalle regioni e dalle unità sanitarie locali con il riparto
del Fondo sanitario nazionale loro attribuito, di cui solo 8 miliardi di
lire a destinazione vincolata per la vaccinazione anti-epatite B.
Con il presente disegno di legge si
propone una nuova strategia vaccinale contro l’epatite virale B,
caratterizzata da una espansione del numero dei soggetti da immunizzare e
dall’obbligatorietà della vaccinazione nei confronti di alcuni settori
della popolazione (bambini all’età di un anno e adolescenti all’età di
dodici anni). Pertanto, sono sottoposti all’immunizzazione anti-HBV ogni
anno, in forma obbligatoria, tutti i nuovi nati nel primo anno di vita e
tutti gli adolescenti al dodicesimo anno di vita e, facoltativamente, alcune
categorie di abitanti ad elevato rischio di contagio con la seguente
previsione partecipativa annua:
1) 550.000 nuovi nati nel primo
anno di vita;
2) 600.000 adolescenti nel
dodicesimo anno di vita;
3) 50.000 soggetti facenti parte
delle categorie a rischio.
L’immunizzazione anti-HBV delle
predette classi di cittadini comporta costi unitari per ogni ciclo vaccinale
notevolmente inferiori a quanto speso fino a oggi. Infatti, agli effetti del
decreto del Ministero della Sanità 26 aprile 1990, tutte le operazioni
vaccinali anti-HBV non devono più essere precedute o seguite da screening
e, in applicazione degli articoli 2 e 4 del disegno di legge di cui
trattasi, lo svolgimento di dette operazioni è affidato alle UUSSLL.
Ne deriva pertanto che l’onere della vaccinazione anti-epatitica B,
proposta nel disegno di legge in argomento, è costituito semplicemente dal
costo dell’approvvigionamento necessario per vaccinare 1.200.000 persone
ogni anno, senza l’aggravio della spesa relativa all’esecuzione degli
screening prevaccinali, in quanto proceduralmente soppressi dal decreto
ministeriale sopra richiamato e senza l’aggravio della spesa relativa alle
operazioni vaccinali in quanto svolte nelle strutture sanitarie delle UUSSLL
istituzionalmente preposte per tali prestazioni e che attualmente già
effettuano le vaccinazioni obbligatorie antipoliomelitica, antidifterica ed
antitetanica.
Inoltre è da sottolineare l’evento nuovo che modifica sostanzialmente il
mercato del vaccino antiepatitico, rappresentato dal fatto che alcune
aziende farmaceutiche raggiungono un regime produttivo ottimale di vaccino
sintetico utilizzando come materia prima il lievito di birra, e ciò
consente l’immissione sul mercato di un prodotto ad un prezzo estremamente
ridotto. Infatti, di fronte a costi di lire 90.000 per ogni ciclo vaccinale
rilevati mediamente nell’anno 1989, in alcune aste regionali effettuate
nel 1990 si spuntano prezzi di gran lunga più bassi, oscillanti intorno
alle 25.000 lire.
La spesa prevista per la vaccinazione
obbligatoria è enormemente inferiore alla realtà: il prezzo del ciclo
vaccinale completo viene artificiosamente calcolato in 25.000 lire mentre
non è mai stato inferiore a 90.000 lire e spesso è stato anche molto
superiore; non tiene conto del costo dell’inoculazione del vaccino e
dell’organizzazione sanitaria e logistica per il suo svolgimento: costi
scaricati sulle UUSSLL ma comunque da calcolare; non tiene conto della
maggiorazione del 20 per cento (circa 6 miliardi di lire) riferita al
trattamento differenziale di 16.000 neonati da madre HBsAg positiva.
Pertanto, 1.200.000 cicli vaccinali
al costo minimo di 90.000 lire assommano già alla considerevole cifra di
108 miliardi di lire, più alcune decine di miliardi di lire per
l’organizzazione e l’esecuzione, più sei miliardi di lire per i neonati
da madre HBsAg positiva: a voler essere modesti il costo di questa legge può
essere quantificato tra i 150 e i 200 miliardi di lire e comunque molto
lontano dai 32 miliardi 700 milioni di lire indicati da De Lorenzo, Cirino
Pomicino, Bianco e Carli.
Non è quindi difficile capire come mai, nella valutazione rischi-benefici,
tutti gli altri Paesi europei abbiano ritenuto di non proporre un analogo
provvedimento sanitario.
In base a tali eventi è possibile
sostenere pertanto che l’onere necessario per la vaccinazione di 1.200.000
persone all’anno, come ipotizzato dal disegno di legge in parola, potrà
essere di lire 32.700.000 (25.000 x 1.200.000 + IVA al 9 per cento), sempre
che ci sia un’adesione alle procedure vaccinali della totalità dei
soggetti. In conclusione, pertanto, è possibile affermare che il disegno di
legge può trovare attuazione con una spesa sanitaria addirittura inferiore
a quella fino ad oggi sostenuta dalle regioni nei programmi di
immunizzazione descritti in premessa.
Tale onere, inoltre, secondo valutazioni di ordine demografico e
programmatico, dovrebbe ridursi consistentemente negli anni a venire.
Infatti, la progressiva diminuzione delle nascite comporta una sensibile
riduzione dei soggetti candidati obbligatoriamente alla vaccinazione (nuovi
nati) e la progressiva saturazione del numero dei soggetti appartenenti alle
categorie a rischio, indotta dal miglioramento della situazione
epidemiologica in Italia come effetto delle campagne di vaccinazione
antiepatitiche già svolte ed in corso di svolgimento, comporta una notevole
riduzione delle operazioni vaccinali indirizzate a tali categorie. A
decorrere poi dal tredicesimo anno dall’entrata in vigore della legge, il
costo della vaccinazione potrà essere dimezzato; infatti, secondo quanto
espresso dalla commissione di esperti istituita il 30 agosto 1989 presso il
Ministero della Sanità e secondo quanto sostenuto dal Consiglio superiore
di Sanità nella seduta del 7 febbraio 1990, la vaccinazione epatitica
obbligatoria in argomento è indirizzata annualmente a due fasce di età
(neonati e dodicenni) limitatamente ai primi 12 anni dall’entrata in
vigore del provvedimento di cui trattasi e ciò al fine di poter raggiungere
in breve tempo l’immunizzazione attiva di 24 generazioni italiane
appartenenti a fasce di età comprese tra uno e ventiquattro anni. Quindi, a
decorrere dal tredicesimo anno in poi, la vaccinazione sarà indirizzata
solo ai nuovi nati e a quei pochi soggetti a rischio residuati dalle
campagne di vaccinazione svolte, con esclusione dei dodicenni che già
risultavano immunizzati alla nascita.
Ciò comporta che il target della
vaccinazione antiepatitica B, a decorrere dal tredicesimo anno, si ridurrà
da 1.200.000 a circa 500.000 soggetti, con un notevole abbattimento della
spesa annua necessaria per l’immunizzazione contro l’epatite B in
Italia. Infine si fa presente che una massiccia campagna di vaccinazioni
comporta da subito una diminuzione della spesa sanitaria, in quanto riduce
il numero dei soggetti colpiti da epatite o patologie correlate - cirrosi
epatiche, etc. - da assistere sia a livello di prestazioni ospedaliere, sia
a livello di assistenza medica e specialistica.
L'allora (1991) ministro della
sanita' il poco On. De Lorenzo, si prese una bustarella
di 300.000 Euri (600 milioni di vecchie lire) per far varare
l'obbligatorieta' della vaccinazione per l'Epatite B; questa
l'ammissione dell'amministratore delegato della SKB spa Italia,
multinazionale dei vaccini al giudice Di Pietro nell'ambito
dell'inchiesta di "mani pulite".
De Lorenzo ando' in carcere, ma la legge rimase.......
vedi Statistiche Istat
sui vaccini
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
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Contenuto dei Vaccini
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Uranio e Vaccini - 1 +
Uranio e Vaccini - 2
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Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ? +
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